Prosegue l’escalation militare tra Stati Uniti e Iran, con nuovi bombardamenti americani contro il territorio iraniano e una serie di attacchi di Teheran contro basi e installazioni statunitensi nei Paesi del Golfo. Le conseguenze del conflitto si estendono intanto ai mercati: le Borse asiatiche ed europee registrano forti perdite, mentre aumentano le quotazioni dell’energia e i prezzi dei carburanti. In Italia, la benzina ha superato i due euro al litro in diversi impianti autostradali.
Il Centcom ha annunciato di avere completato una nuova «importante ondata» di bombardamenti, condotta con caccia, droni e navi da guerra contro decine di obiettivi. Colpiti radar di sorveglianza costiera, sistemi di difesa aerea, infrastrutture logistiche e assetti marittimi. Gli attacchi si sono estesi anche alle reti di trasporto: nella provincia meridionale di Hormozgan sono stati centrati ponti nei pressi di Bandar Khamir, mentre altri raid hanno interessato un aeroporto a Iranshahr e lo snodo ferroviario di Bandar Abbas.
Secondo il ministero della Salute iraniano, dall’inizio della nuova campagna statunitense, il 22 giugno, almeno 38 persone sono state uccise e oltre 400 ferite. Tra le vittime figurano tre donne e un minore. Sette morti sarebbero stati provocati dagli ultimi attacchi contro i ponti di Bandar Khamir.
Teheran attacca le installazioni americane
I Guardiani della Rivoluzione hanno rivendicato un attacco contro una base militare statunitense in Kuwait, sostenendo di avere colpito un radar per la difesa missilistica, depositi di armi e due lanciatori Himars. Teheran ha inoltre annunciato la distruzione di radar americani di controllo aereo e marittimo in Oman e un attacco contro il centro di comando Usa di al-Tanf, in Siria. Non sono arrivate conferme indipendenti sull’entità dei danni.
La televisione di Stato iraniana ha riferito anche di attacchi contro caccia statunitensi di stanza in Giordania. Amman ha comunicato di avere abbattuto tre missili diretti verso il proprio territorio. Il Qatar ha intercettato un’altra offensiva missilistica: la caduta di alcuni detriti ha ferito un bambino. Le difese aeree del Bahrein sono entrate in azione contro droni e missili iraniani.
Energia in rialzo
L’allargamento del conflitto e i timori per le forniture energetiche hanno accentuato le vendite sui mercati. In Asia Taiwan ha perso oltre il 6%, il Nikkei di Tokyo circa il 4% e l’indice cinese CSI 300 il 3,6%. In Europa lo Stoxx 600 ha ceduto circa lo 0,7%, trascinato anche dal forte ribasso dei titoli tecnologici.
Petrolio e gas si muovono invece al rialzo. Il Brent è salito intorno agli 85 dollari al barile, con un incremento settimanale superiore al 10%, mentre il traffico nello Stretto di Hormuz resta quasi paralizzato: nelle ultime ventiquattr’ore soltanto tre navi mercantili avrebbero attraversato il passaggio. La pressione sulle quotazioni si trasferisce ai carburanti, con nuovi rincari per benzina e diesel e prezzi superiori ai due euro al litro sulla rete autostradale.





