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Le autorità francesi hanno formalmente indagato un vigile del fuoco volontario di 18 anni con l’accusa di aver appiccato l’incendio nella foresta di Fontainebleau, a sud di Parigi, uno dei roghi più devastanti dell’estate. Il caso è parte di un’inchiesta più ampia che coinvolge almeno sei persone, mentre un secondo diciottenne è stato posto sotto inchiesta formale, fase che in Francia può portare a un’incriminazione e a un processo. Il procuratore Diane Ngomsik ha dichiarato all’AFP che il giovane aveva inizialmente confessato di aver incendiato dei ramoscelli con accendino e benzina, salvo poi ritrattare. L’incendio ha bruciato oltre 2.000 ettari, costretto all’evacuazione circa 1.000 persone e parzialmente bloccato la principale autostrada nord‑sud del Paese. In visita giovedì, il presidente Emmanuel Macron ha promesso “zero clemenza per i piromani”, ricordando che la Francia non vedeva una simile intensità di incendi “dalla Seconda Guerra Mondiale”. Ha aggiunto che il 10% della foresta è andato distrutto, ma ha elogiato il lavoro dei vigili del fuoco: finora non ci sono state vittime. La foresta di Fontainebleau è un luogo simbolico: ospita il Palazzo e il Parco di Fontainebleau, sito UNESCO dal 1981, e rappresenta uno dei polmoni verdi più importanti dell’Île‑de‑France. Una mappa satellitare della NASA FIRMS, datata 13 luglio, mostra decine di focolai attivi concentrati nell’area, confermando la gravità della situazione. Il contesto è quello di un’Europa che si riscalda più velocemente del resto del mondo. Secondo il servizio climatico Copernicus, il continente registra un aumento delle temperature doppio rispetto alla media globale, con effetti diretti su ondate di calore, stress idrico e incendi boschivi più intensi.

Proposta di un coprifuoco a mezzanotte per i social media rivolto agli adolescenti britannici di 16 e 17 anni

venerdì, 17 Luglio 2026
1 minuto di lettura

Il governo britannico ha annunciato un coprifuoco notturno sui social media per gli adolescenti di 16 e 17 anni, che renderà app come Instagram, TikTok e YouTube non disponibili tra mezzanotte e le 6 del mattino, salvo disattivazione manuale da parte degli utenti. La misura, parte di un piano più ampio per migliorare la salute digitale dei giovani, mira a ridurre la dipendenza da contenuti online e a favorire sonno e concentrazione.

Le piattaforme dovranno inoltre disattivare funzioni considerate “addictive”, come la riproduzione automatica e lo scorrimento infinito, per limitare l’esposizione notturna. Il ministro per la sicurezza online Kanishka Narayan ha dichiarato che la combinazione di coprifuoco e restrizioni renderà la Gran Bretagna “il Paese più rigoroso al mondo” nella regolamentazione delle big tech. Non tutti, però, condividono l’entusiasmo. Ellen Roome, madre di un ragazzo morto nel 2022 a causa di una sfida online, ha criticato la possibilità di disattivare il coprifuoco: “È come offrire una bottiglia di alcol a un diciassettenne e spostarla appena fuori dalla sua portata: può comunque riprendersela”.

La professoressa Lorna Woods, dell’Università dell’Essex, ritiene che il provvedimento risponda alle pressioni dei genitori più che a un piano organico di sicurezza digitale. Sul fronte tecnico, Meta ha proposto di affidare la verifica dell’età ai produttori di dispositivi, mentre Apple ha già introdotto un sistema di controllo “a livello di dispositivo”. Non mancano le voci contrarie anche tra i conservatori.

Laura Trott ha definito il piano “un pasticcio”, mentre la Molly Rose Foundation ha parlato di “ennesimo annuncio frammentario”. Alcuni esperti, come la professoressa Sonia Livingstone della London School of Economics, avvertono che il coprifuoco potrebbe danneggiare i ragazzi più vulnerabili, privandoli di supporto e conforto nelle ore notturne.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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