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Naftogaz Koretskyi, nuovo primo ministro dell’Ucraina

Ucraina: ex CEO di Naftogaz Koretskyi nuovo premier. Proteste contro la rimozione di Fedorov

Restano vacanti Difesa ed Esteri. Proteste in diverse città. Fedorov accusa Syrsky di aver bloccato le riforme. Raid russi su Kiev e Zaporizhzhia, attacchi ucraini contro petroliere e territorio russo
venerdì, 17 Luglio 2026
2 minuti di lettura

Serhii Koretskyi è il nuovo primo ministro dell’Ucraina. La Verkhovna Rada ha approvato con 289 voti la nomina dell’ex amministratore delegato di Naftogaz, manager di 48 anni senza precedenti incarichi politici, chiamato a guidare il terzo governo ucraino dall’inizio dell’invasione russa. Difesa, stabilità economica e integrazione nell’Unione europea saranno, ha annunciato, le priorità del nuovo esecutivo. Il Parlamento ha poi approvato con 264 voti la composizione del Consiglio dei ministri, nel quale entrano dieci nuovi esponenti. Restano tuttavia ancora vacanti le caselle degli Esteri e soprattutto della Difesa: le candidature dovranno essere presentate dal presidente Volodymyr Zelensky, che ha detto di non avere ancora scelto il successore di Mykhailo Fedorov.

Lo scontro con Syrsky

La rimozione di Mykhailo Fedorov ha provocato proteste a Kiev, Leopoli, Kharkiv, Dnipro e Odessa, con la partecipazione di soldati e veterani. L’ex ministro ha rivelato di avere chiesto a Zelensky la sostituzione del comandante in capo Oleksandr Syrsky e del capo di Stato maggiore Andrii Hnatov, accusati di ostacolare le riforme. “Invece di escogitare un modo per sconfiggere la Russia, ha escogitato un modo per dividere il Paese”, ha detto di Syrsky. Fedorov ha denunciato inefficienze, burocrazia e corruzione nella gestione militare, ribadendo che “quando la guerra è tecnologica, dobbiamo perdere droni e non persone”.

Zelensky ha ammesso le tensioni, ma ha difeso le proteste: “Hanno fatto bene”. La crisi ha coinvolto anche l’apparato della Difesa: si sono dimessi il vicecomandante dell’aeronautica Pavlo Yelizarov e il consigliere Serhii Sternenko, mentre United24media ha sospeso le pubblicazioni. Il commissario europeo alla Difesa Andrius Kubilius ha espresso “grande sorpresa” per la rimozione di Fedorov e ha chiesto chiarimenti a Zelensky sulla continuità della cooperazione militare con Bruxelles.

Le reazioni europee

La rimozione di Fedorov ha suscitato interrogativi anche a Bruxelles, soprattutto per la continuità della cooperazione militare avviata con Kiev. Il commissario europeo alla Difesa Andrius Kubilius ha chiesto spiegazioni a Zelensky, dicendosi “molto sorpreso” dalla decisione. “È molto importante per noi proseguire quanto abbiamo iniziato, soprattutto per quanto riguarda il finanziamento dell’Ucraina”, ha dichiarato, ricordando il lavoro svolto con Fedorov e con il viceministro Serhiy Boev. Kubilius ha inoltre elogiato pubblicamente l’ex ministro: “Hai fatto un ottimo lavoro per la difesa dell’Ucraina e dell’Europa”. La sua uscita arriva subito dopo la firma del “Drone Deal” tra Kiev e la Commissione europea e apre quindi il problema della continuità dei programmi comuni su droni, difesa aerea e finanziamenti militari.

Raid sulle rotte marittime

La crisi politica si è consumata mentre proseguivano gli attacchi su entrambi i fronti. Due persone sono morte e cinque sono rimaste ferite in un raid russo con missili balistici su Kiev. Altre tre vittime sono state segnalate a Zaporizhzhia, mentre tre donne di 97, 83 e 72 anni sono state uccise da un drone nella regione di Kharkiv. Mosca ha dichiarato di avere colpito strutture militari e industriali nella capitale e infrastrutture nei porti di Odessa e Pivdennyi. Secondo l’autorità portuale ucraina, nelle prime due settimane di luglio la Russia ha attaccato 23 volte i porti e 17 volte navi civili, provocando una parziale paralisi delle esportazioni di cereali.

Kiev ha risposto con una vasta offensiva di droni: Mosca sostiene di averne abbattuti 375, oltre 200 dei quali diretti verso la regione della capitale. Le autorità russe hanno riferito di tre morti nelle regioni di Briansk e Yaroslavl. Le forze ucraine hanno inoltre annunciato di avere colpito sei petroliere russe e due rimorchiatori nel Mar Nero e nel Mar d’Azov, impiegati, secondo Kiev, per aggirare le sanzioni e rifornire l’esercito. In visita a Kiev, il premier britannico dimissionario Keir Starmer ha confermato il sostegno “incrollabile” di Londra e annunciato uno stanziamento di 300 milioni di euro, oltre alla fornitura con la Svezia di 16 velivoli avanzati. Il Cremlino ha invece escluso prospettive immediate per la ripresa dei negoziati, pur dichiarandosi formalmente aperto alla via diplomatica.

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