L’Unione europea e l’Ucraina hanno avviato ieri a Kiev un nuovo partenariato industriale nella difesa, con al centro la produzione congiunta di droni. Ad annunciarlo è stata la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, alla sua undicesima visita nel Paese dall’inizio della guerra. “Quello che stiamo firmando oggi è il nostro Drone Deal”, ha detto al fianco di Volodymyr Zelensky, spiegando che l’intesa dovrà unire “l’ingegno ucraino alla scala industriale europea”.
Il nuovo accordo punta a integrare le competenze maturate sul campo dall’industria ucraina con gli impianti, i finanziamenti e la capacità produttiva dell’Unione. Secondo von der Leyen, Kiev è passata “dall’essere un acquirente a diventare un fornitore netto di sicurezza per l’Europa”. “Ora è il momento di investire in Ucraina, in Europa e nella nostra sicurezza comune”, ha aggiunto, ribadendo che “l’Ucraina è l’Europa e l’Europa è l’Ucraina”. Zelensky ha rivendicato per il suo Paese “un ruolo di leader in Europa” e l’obiettivo di costruire “un’Ucraina senza la Russia, senza guerra e con l’Europa”. Secondo il Financial Times, Kiev potrà inoltre utilizzare parte di una tranche da 6 miliardi di euro di prestiti europei per acquistare componenti cinesi destinati ai droni, grazie a una deroga concessa dall’Ue. Una decisione che evidenzia le lacune ancora presenti nella filiera industriale europea della difesa.
Droni e Patriot “Made in Ukraine”
Zelensky ha rivendicato la crescita della produzione nazionale: “Produciamo 10 milioni di droni all’anno e diventeranno 20”. Kiev, ha spiegato, intende sviluppare la capacità insieme ai partner europei, trasformando l’esperienza operativa accumulata durante la guerra in una base industriale comune.
Il presidente ucraino ha inoltre annunciato che il Paese si sta avvicinando alla possibilità di produrre missili Patriot sul proprio territorio. “Potremmo diventare il terzo Stato nella storia ad avere questo accordo e questo privilegio”, ha dichiarato, ringraziando Donald Trump per quella che ha definito “una decisione politica già storica”. L’obiettivo è vedere i missili Patriot con la dicitura “Made in Ukraine” diventare realtà “il prima possibile”.Zelensky ha aggiunto che l’Ucraina sta costruendo propri missili balistici e armi d’attacco a lungo raggio. Alcuni sistemi, ha sostenuto, sarebbero già capaci di raggiungere obiettivi a 2.884 chilometri, la distanza tra Kiev e la raffineria russa di Omsk. “Non sono solo sviluppi, sono una forza reale già all’opera”, ha affermato.
Trump: “Russia pronta alla pace”
Sul fronte diplomatico, Trump ha dichiarato a Fox News: “Penso che la Russia sia pronta a fare un accordo presto”, senza fornire ulteriori dettagli. A Kiev è arrivato anche il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, atteso da incontri con Zelensky e con il ministro Andrii Sybiha su difesa, energia e prospettive di una “pace giusta e duratura”. Presente nella capitale anche il presidente serbo Aleksandar Vucic. Il cardinale Matteo Zuppi è tornato infine in Ucraina nell’ambito della missione umanitaria della Santa Sede.
Raid su Sumy, Odessa e le rotte commerciali
Il vertice si è svolto mentre proseguivano gli attacchi russi. Almeno sei persone sono morte e venti sono rimaste ferite tra Sumy e Odessa. Nella regione settentrionale di Sumy, sei bombe aeree guidate hanno provocato tre morti e 17 feriti. Uno degli ordigni è esploso vicino a strutture sanitarie, mentre altri hanno colpito infrastrutture. A Odessa, sottoposta da cinque giorni consecutivi ad attacchi combinati con missili e droni, sono morte tre persone e almeno altre tre sono rimaste ferite. Nel mirino sono finiti il porto, impianti industriali e infrastrutture civili. Un drone ha colpito una nave mercantile battente bandiera delle Isole Marshall, danneggiandone la sovrastruttura e provocando un incendio.
Altri mercantili battenti bandiera togolese, tanzaniana e liberiana erano stati colpiti nelle ore precedenti mentre operavano lungo i corridoi utilizzati per le esportazioni ucraine. Kiev ha accusato Mosca di voler colpire la navigazione civile e la sicurezza alimentare internazionale. Nelle stesse ore, droni ucraini hanno attaccato la Crimea e diverse regioni russe. Kerch è rimasta temporaneamente senza elettricità, mentre Mosca ha affermato di avere intercettato 93 velivoli senza pilota tra la regione della capitale, il Mar Nero e il Mar d’Azov. Il comando ucraino delle forze droni ha inoltre sostenuto di avere colpito venti navi russe nel Mar Nero, tra cui 17 petroliere.





