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Euro digitale, la Bce sceglie i partner del test: otto operatori italiani nella fase pilota

Francoforte seleziona 36 banche e prestatori di servizi di pagamento per la sperimentazione del 2027. Coinvolti Poste, UniCredit, Mps, Isybank, Nexi, Satispay, Numia e Banca Sella nella versione Beta della nuova valuta europea
mercoledì, 15 Luglio 2026
3 minuti di lettura

L’euro digitale compie un nuovo passo nel percorso che potrebbe portare all’introduzione della valuta elettronica della Banca centrale europea. Francoforte ha selezionato difatti 36 prestatori di servizi di pagamento che parteciperanno al progetto pilota destinato a verificare il funzionamento della futura moneta digitale. Tra i soggetti scelti figurano otto operatori italiani: Poste Italiane, Monte dei Paschi di Siena, Isybank del gruppo Intesa Sanpaolo, UniCredit, Nexi, Satispay, Numia e Banca Sella. Una presenza significativa che conferma il peso del sistema italiano dei pagamenti all’interno dell’Eurosistema e che consentirà agli istituti coinvolti di contribuire direttamente alla definizione delle modalità operative del nuovo strumento.

La selezione arriva al termine di una procedura che ha raccolto oltre cinquanta candidature provenienti dall’intera area euro. Oltre agli operatori italiani, il progetto coinvolgerà realtà di primo piano del mercato europeo dei pagamenti come Deutsche Bank, Revolut, Stripe, SumUp e Worldline. L’obiettivo della Bce consiste nel costruire un campione rappresentativo, capace di riflettere la varietà dei modelli di business presenti nel settore, dalle banche tradizionali alle fintech, passando per i grandi operatori specializzati nei pagamenti digitali. La scelta punta infatti a mettere alla prova il sistema in contesti differenti, così da raccogliere dati utili prima di assumere qualsiasi decisione sull’eventuale introduzione dell’euro digitale.

La fase pilota prenderà il via nella seconda metà del 2027 e si svilupperà nell’arco di dodici mesi.

Versione Beta

Durante questo periodo entrerà in funzione una versione Beta dell’euro digitale, progettata per riprodurre le caratteristiche previste dalla proposta legislativa europea pur senza assumere valore di moneta a corso legale. Non si tratterà quindi di una valuta utilizzabile dall’intera popolazione, ma di un ambiente di prova riservato ai partecipanti, destinato a verificare il comportamento della piattaforma in condizioni operative reali. La sperimentazione coinvolgerà migliaia di dipendenti della Bce e delle 19 banche centrali nazionali dell’Eurosistema, tra cui la Banca d’Italia.

I partecipanti potranno aprire un conto in euro digitale Beta ed effettuare pagamenti tra persone, acquisti online, operazioni nei punti vendita fisici e transazioni tramite dispositivi mobili. Alcuni dei prestatori di servizi offriranno l’accesso agli utenti selezionati, altri metteranno a disposizione l’infrastruttura per consentire agli esercenti di ricevere i pagamenti, mentre una parte degli operatori svolgerà entrambe le funzioni. Il test interesserà anche negozi, mense e ristoranti presenti nelle sedi delle banche centrali, oltre a piattaforme di commercio elettronico, così da verificare il funzionamento della valuta digitale nei principali scenari d’utilizzo.

Per la Bce il progetto rappresenta molto più di una verifica tecnologica. La sperimentazione servirà infatti a valutare l’affidabilità dei processi operativi, la capacità dei sistemi di dialogare con le infrastrutture di pagamento già esistenti e la qualità dell’esperienza offerta agli utenti. Le informazioni raccolte consentiranno di perfezionare l’architettura dell’euro digitale e di individuare eventuali criticità prima di una decisione politica sulla sua emissione.

Progetto da rafforzare

“Il forte interesse del mercato per il progetto pilota dimostra la disponibilità del settore privato a impegnarsi attivamente e a progredire rapidamente nel progetto dell’euro digitale per rafforzare il panorama europeo dei pagamenti” le parole di Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della Bce e presidente della Task Force di alto livello sull’euro digitale. Per Cipollone la risposta arrivata dal mercato conferma la volontà degli operatori di contribuire alla costruzione di un sistema comune capace di rafforzare l’autonomia europea nel settore dei pagamenti digitali. “Non vediamo l’ora di intensificare la collaborazione e di imparare insieme ai fornitori europei di servizi di pagamento per sviluppare un euro digitale sicuro, efficiente e inclusivo”, ha aggiunto.

Il tema dell’autonomia strategica rappresenta uno degli elementi centrali del progetto. Oggi una parte rilevante dei pagamenti elettronici effettuati in Europa passa attraverso circuiti e piattaforme controllati da operatori extraeuropei. L’euro digitale nasce anche con l’obiettivo di rafforzare la sovranità finanziaria dell’Unione, offrendo un’infrastruttura pubblica complementare al contante e ai sistemi di pagamento già disponibili. La Bce continua comunque a precisare che la valuta digitale non sostituirà le banconote, ma si affiancherà agli strumenti esistenti, ampliando le possibilità di pagamento per cittadini e imprese.

Lavoro preparatorio

Nei prossimi mesi i 36 operatori selezionati avvieranno il lavoro preparatorio insieme alle rispettive banche centrali nazionali e alla Bce, con l’obiettivo di predisporre l’infrastruttura necessaria alla fase sperimentale. Durante il progetto saranno pubblicati aggiornamenti periodici sui risultati raggiunti, mentre le evidenze raccolte contribuiranno a definire l’assetto definitivo dell’euro digitale, uno dei dossier più rilevanti per il futuro dell’Unione economica e monetaria.

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