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Yulia Svyrydenko, Primo Ministro dell'Ucraina

Ucraina, rimpasto di governo a Kiev e nuovo asse militare con l’Europa

Il Parlamento accetta le dimissioni della premier Svyrydenko. L’Ucraina ordina 16 caccia francesi Rafale e quattro sistemi antimissile franco-italiani, mentre colpisce raffinerie e navi russe. L’Ue resta divisa sulle sanzioni a Mosca.
mercoledì, 15 Luglio 2026
2 minuti di lettura

Il Parlamento ucraino ha accettato le dimissioni della premier Yulia Svyrydenko con 258 voti favorevoli, 32 in più della maggioranza necessaria, aprendo un rimpasto destinato a incidere anche sugli equilibri della guerra. Svyrydenko avrebbe rifiutato l’incarico di ambasciatrice negli Stati Uniti e deciderà entro settembre quale ruolo assumere. Sul nuovo governo pesa soprattutto lo scontro ai vertici della Difesa. L’Economist riferisce di profonde divergenze tra il ministro Mykhailo Fedorov e il comandante in capo Oleksandr Syrsky. Secondo il settimanale britannico, Fedorov avrebbe anche cercato, senza ottenere il via libera di Zelensky, la rimozione di Syrsky.

Il suo nome è stato indicato tra quelli valutati per la guida del governo: un eventuale trasferimento alla premiership potrebbe però segnare la fine del suo progetto di riforma del ministero della Difesa. Fedorov, artefice della digitalizzazione delle forze armate e dello sviluppo dell’ “esercito dei droni”, ha ordinato audit che avrebbero individuato 6,6 miliardi di dollari di spese eccessive e introdotto procedure di acquisto che, secondo il ministro, hanno ridotto del 16% il costo dei proiettili da 155 millimetri. Una parte degli alti ufficiali, tuttavia, gli contesta l’assenza di esperienza sul campo. “Per riformare qualcosa bisogna capire come funziona”, ha dichiarato un generale ucraino.

Rafale e difesa antimissile

Kiev ha intanto formalizzato con Parigi l’acquisto di 16 caccia Rafale, prima tranche di una flotta prevista di cento velivoli, e di quattro sistemi di difesa aerea SAMP/T-NG. Le forniture saranno finanziate attraverso una linea di credito europea. L’addestramento di piloti e tecnici potrebbe cominciare già quest’anno, con la consegna dei primi quattro aerei al termine della formazione. L’Ucraina sarà inoltre il primo Paese a impiegare in combattimento la nuova versione del sistema franco-italiano SAMP/T. In attesa dei nuovi impianti, ne saranno consegnati due della generazione precedente. Francia e Italia hanno anche autorizzato la produzione su licenza in Ucraina degli intercettori Aster 30;

Parigi ha dato il via libera alla fabbricazione locale di bombe guidate AASM e missili da crociera Scalp. L’accordo si inserisce nella coalizione europea per la difesa antimissile composta da Ucraina, Francia, Italia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Svezia. L’obiettivo è sviluppare intercettori meno costosi e più rapidamente producibili di quelli statunitensi. Il premier olandese Rob Jetten ha indicato le prime forniture “entro un anno”. L’intesa è stata formalizzata nel quadro delle iniziative europee annunciate a Parigi, dove Zelensky e Sergio Mattarella hanno assistito alla sfilata di circa 500 militari di 35 Paesi della Coalizione dei volenterosi, compreso un reparto italiano.

Adesione Ue

Sul piano politico, l’Ue ha aperto il cluster 6 dei negoziati di adesione, dedicato alle relazioni esterne. “L’architettura della sicurezza futura del nostro continente è impensabile senza l’Ucraina”, ha dichiarato la commissaria Marta Kos. Resta invece bloccato il 21esimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, frenato dalle obiezioni di alcuni Stati sull’inserimento del patriarca Kirill nella lista nera, sul divieto di importare merluzzo d’Alaska e sull’aggiornamento del tetto al prezzo del petrolio russo.

Raffinerie e flotta ombra nel mirino

Sul terreno, Kiev ha rivendicato attacchi contro la raffineria di Salavat, in Baschiria, a circa 1.300 chilometri dal fronte, e contro l’impianto di Afipsky, nel territorio di Krasnodar. Zelensky li ha definiti “sanzioni a lungo raggio” contro le strutture che finanziano la guerra. La Marina ucraina ha inoltre annunciato l’affondamento della nave pattuglia dell’Fsb Izumrudvicino a Novorossiysk e nuovi attacchi contro petroliere della flotta ombra nel Mar Nero e nel Mar d’Azov. Secondo il comando ucraino, in nove giorni sarebbero state colpite 116 imbarcazioni russe, undici delle quali nell’ultima notte, tra petroliere, portarinfuse e rimorchiatori;

Mosca sta valutando di deviare parte delle esportazioni cerealicole dal Mar d’Azov, rotta attraverso cui transita circa un quarto del proprio export di grano. Mosca ha accusato Kiev di “terrorismo puro” e ha sostenuto di avere abbattuto 715 droni in 24 ore. La pressione resta alta anche sulle città ucraine. Secondo l’Onu, giugno è stato il mese più sanguinoso per i civili dall’aprile 2022, con almeno 293 morti e 1.990 feriti. Ieri la contraerea ha intercettato cinque degli otto missili balistici russi; nell’attacco Mosca ha impiegato anche due missili da crociera e 135 droni.

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