Roberto Vannacci rivendica il percorso di Futuro nazionale e prova a spostare il confronto politico dalle “stanze del potere” al rapporto con l’elettorato. Intervenuto a Radio Cusano, nel programma ‘Battitori Liberi’ condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano, il leader del movimento ha parlato del peso crescente del consenso e della responsabilità che ne deriva. “Sento la responsabilità ed è un fardello pesante, perché i numeri stanno diventando sempre più importanti”, ha detto Vannacci. Ogni richiesta che arriva dai simpatizzanti, ha spiegato, aggiunge “un ulteriore mattone” al peso che sente sulle spalle. Per l’europarlamentare, la politica deve misurarsi con le domande dei cittadini e non con le logiche interne ai palazzi.
“La politica vera è quella al servizio dell’elettorato e non quella delle stanze del potere”, ha affermato. Chi si mette in gioco, secondo Vannacci, deve provare a dare risposte, ma senza trasformare ogni obiettivo in una promessa. “Bisogna essere chiari con i cittadini, smetterla di fare promesse”, ha aggiunto, distinguendo tra obiettivi con possibilità concrete di successo e processi più lunghi.
Remigrazione
Tra questi ha citato la “remigrazione”, definita un percorso lento, da affrontare “come quando si mangia un elefante un boccone alla volta”. Da qui l’appello a una comunicazione politica meno propagandistica: “Dobbiamo smetterla di vendere fumo”. Nel corso dell’intervista Vannacci è intervenuto anche sul Quirinale e sull’ipotesi di un Presidente della Repubblica di destra. “Non esiste il tabù da parte dei cittadini, ma esiste il tabù da parte di molte forze politiche”, ha sostenuto. Il leader di Futuro Nazionale ha criticato chi, a suo giudizio, chiede un “patentino di antifascismo” per i candidati al Colle, definendo questo atteggiamento “antidemocratico”.
Secondo Vannacci chi assume incarichi istituzionali di quel livello giura fedeltà alla Costituzione. “Direi che bisogna superare altri tabù”, ha proseguito, ricordando che la Costituzione consente di eleggere anche un cittadino che non abbia ricoperto incarichi politici o ministeriali. “Perché anziché pensare ai soliti nomi non pensiamo ad altre figure?”, ha detto, senza indicare un candidato ma riservandosi di farlo in futuro.
I riferimenti
Sull’ipotesi Giorgia Meloni al Quirinale, Vannacci non chiude la porta. “Perché no, è una persona capace”, ha affermato. Per Futuro Nazionale e per lui, ha aggiunto, potrebbe essere “un’opzione”, ma a una condizione: una revisione di alcune posizioni politiche. Il riferimento è alla legge elettorale, all’agenda Draghi, alla Commissione europea e al Green Deal. “Non so quanto potrei essere invogliato a votarla se non si impone per portare le preferenze nella legge elettorale, o se continua a seguire l’agenda Draghi, o se supporta questa Commissione europea e il Green Deal”, ha spiegato. Vannacci ha riconosciuto di apprezzare Meloni e i suoi propositi di inizio legislatura, ma ha chiesto una “correzione di rotta”.
Il tema del Colle, però, per il leader di Futuro Nazionale rischia di confermare un vizio della politica italiana. “Questo parlare del Quirinale è la dimostrazione della vecchia politica che pensa al potere e alle poltrone”, ha detto. A suo giudizio, il dibattito pubblico dovrebbe concentrarsi prima su un progetto per il Paese, sulla possibilità di “riportarlo al suo splendore” e di valorizzarne le eccellenze. “Le poltrone e il potere verranno poi di conseguenza”, ha concluso Vannacci.





