Camminava verso la chiesa per la Messa domenicale, in abito religioso, quando è stata fermata dagli agenti dell’immigrazione. Suor Leticia Ugboaja, delle Figlie di Maria Madre della Misericordia, è stata arrestata a McAllen, nel Sud del Texas, a pochi chilometri dal confine con il Messico. L’episodio, avvenuto domenica mattina, ha scatenato indignazione e solidarietà in tutto il Paese, fino a spingere alcuni membri del Congresso a intervenire per ottenerne la liberazione. Ugboaja, infermiera registrata presso il South Texas Health System, stava raggiungendo la parrocchia di Our Lady of Sorrows, dove presta servizio come ministra straordinaria della Comunione.
Secondo la diocesi di Brownsville, la religiosa è stata trattenuta dagli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) senza che venissero forniti motivi chiari. Il Dipartimento per la Sicurezza Interna non ha rilasciato commenti. La notizia si è diffusa rapidamente dopo che la parrocchia ha pubblicato un messaggio sui social, chiedendo preghiere e sostegno. Tra i primi a mobilitarsi, la deputata repubblicana Monica de la Cruz, che ha contattato le autorità federali per sollecitare il rilascio della suora. Lunedì, Ugboaja era già tornata a casa.
L’arresto ha riacceso il dibattito sulla gestione dei controlli migratori in luoghi considerati “sensibili”, come chiese e scuole. Suor Leticia, originaria della Nigeria, vive negli Stati Uniti da anni e ha dedicato la sua vita alla cura dei malati e al servizio della comunità. Il suo arresto, avvenuto mentre camminava verso la chiesa con il rosario tra le mani, è diventato un simbolo di quanto fragile possa essere il confine tra fede e burocrazia.





