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Immagine generata da AI

Droni ucraini fino in Siberia, colpita la raffineria di Tyumena 2000km dal confine

Kiev attacca anche ponti e obiettivi logistici tra Crimea e Kherson. Medvedev minaccia: “Non esistono più regole”. Tensione tra Zelensky e Varsavia sulle onorificenze
domenica, 21 Giugno 2026
3 minuti di lettura

L’Ucraina ha spinto i propri droni fino alla raffineria di Tyumen, nella Siberia occidentale, a circa duemila chilometri dal confine. Il governatore Alexander Moor ha confermato l’attacco, sostenendo però che sia stato respinto, che la raffineria non abbia subito danni e che il personale sia stato evacuato. Video e immagini geolocalizzati dal media indipendente russo Astra hanno confermato l’episodio. L’impianto, già colpito nell’ottobre 2025, ha una capacità stimata tra 7,5 e 9 milioni di tonnellate di greggio l’anno e si trova in una delle principali regioni russe per petrolio e gas.

Il raid rientra nella campagna di Kiev contro la filiera energetica e logistica di Mosca, mentre in Russia crescono le tensioni sui carburanti: nella regione di Mosca, secondo Kommersant, le benzine AI 95 e AI 92 hanno registrato l’aumento più forte da marzo. Kiev ha colpito anche un ponte stradale sullo stretto di Henichesk, nella regione occupata di Kherson, usato dai russi per collegare la Crimea ai reparti nel sud.

Il comandante delle Forze dei sistemi senza pilota, Robert “Madyar” Brovdi, ha riferito inoltre di raid contro quattro infrastrutture del gas in Crimea e altri obiettivi militari e logistici nelle regioni occupate di Kherson, Donetsk e Luhansk. Secondo l’esercito ucraino, le truppe russe incontrano difficoltà crescenti anche nel delta del Dnipro, dove gli attacchi alle vie di rifornimento ostacolano il trasporto di uomini, munizioni e materiali verso la prima linea.

La minaccia di Medvedev

Mosca ha reagito con nuove minacce. Dmitrij Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, ha scritto che di fronte all’aumento degli attacchi ucraini “non esistono più e non possono esistere regole nei confronti della Kiev neonazista”. Medvedev ha aggiunto che solo la distruzione deliberata dei civili dovrebbe restare fuori dai limiti, mentre “il resto è del tutto ammissibile”, arrivando a sostenere che le Convenzioni dell’Aia e le consuetudini di guerra “non servono più”.

Intanto i raid russi hanno continuato a colpire i civili ucraini. A Kharkiv, secondo il sindaco Igor Terekhov, un attacco aereo sul quartiere di Kholodnohirsky ha provocato cinque morti, tra cui un bambino. I soccorritori hanno cercato altre persone sotto le macerie. Nella regione di Sumy, il governatore Olej Hrihorov ha riferito di un civile ucciso da bombe aeree guidate e di almeno venti abitazioni danneggiate. Nella regione di Kherson, la procura locale ha denunciato l’uccisione di un uomo di 41 anni in un attacco con drone nel villaggio di Chaychine, dove altri due uomini sono rimasti feriti.

Zaporizhzhia senza corrente

Resta critica anche la situazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha comunicato che l’impianto ha subito la ventesima interruzione dell’alimentazione elettrica esterna dall’inizio del conflitto, dopo un problema alle linee interne che ha coinvolto l’unico collegamento da 330 kV rimasto. Sono stati attivati i generatori diesel di emergenza per garantire il raffreddamento dei reattori e le altre funzioni essenziali di sicurezza.

Zelensky contro Lukashenko, frizione con Varsavia

Sul fronte regionale, Volodymyr Zelensky ha dato al presidente bielorusso Alexander Lukashenko “una settimana di tempo” per rimuovere i ripetitori che, secondo Kiev, correggono gli attacchi dei droni russi contro le città ucraine. In caso contrario, ha detto, “lo farà l’Ucraina”. Zelensky ha accusato Minsk di essere coinvolta nella guerra fin dai primi giorni, quando i missili russi partivano anche dal territorio bielorusso. A complicare il quadro è arrivata anche la frizione tra Kiev e Varsavia.

Il presidente polacco Karol Nawrocki ha revocato a Zelensky l’Ordine dell’Aquila Bianca, la massima onorificenza del Paese, dopo la decisione ucraina di intitolare un’unità militare all’Esercito insurrezionale ucraino, accusato in Polonia di massacri contro civili polacchi durante la Seconda guerra mondiale.

Zelensky ha restituito l’onorificenza, ricordando che l’Ucraina resta grata al popolo polacco ma non accetta interpretazioni politiche della memoria storica. Kyrylo Budanov ha rinunciato a sua volta a una decorazione polacca, definendo la scelta di Varsavia “un regalo all’aggressore di Mosca”. Il premier polacco Donald Tusk ha invitato entrambi i presidenti ad abbassare i toni, avvertendo che la storia non deve rovinare il futuro tra due Paesi alleati contro la Russia.

Ue: fine guerra non basta

L’Unione europea ha invitato alla cautela su ogni ipotesi di dialogo con Mosca. L’Alta rappresentante Kaja Kallas ha detto che alla Russia va chiesto “molto di più” della semplice fine dei combattimenti, altrimenti si rischia solo una pausa prima di un nuovo attacco. Ursula von der Leyen ha ribadito che l’Ue resta al fianco dell’Ucraina e che Mosca, “prima o poi”, dovrà sedersi al tavolo dei negoziati sotto la pressione delle sanzioni. Donald Trump ha detto che gli Stati Uniti vogliono chiudere il conflitto, ammettendo però che la guerra si è rivelata “un po’ più difficile” da fermare di quanto pensasse.

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