Lo scandalo delle bande di adescatori torna al centro del dibattito britannico dopo che Elon Musk ha rilanciato un rapporto finanziato dai cittadini che accusa il governo di non aver protetto migliaia di minori dallo sfruttamento sessuale organizzato. “I politici che hanno chiuso un occhio devono finire in prigione”, ha scritto Musk su X, amplificando un documento di oltre 200 pagine pubblicato dal deputato Rupert Lowe, leader di Restore Britain. Il rapporto, redatto dall’avvocato Graham Smith e sostenuto da oltre 23.000 donatori per un totale di 1,1 milioni di dollari, sostiene che per anni le autorità britanniche abbiano ignorato o minimizzato gli abusi commessi da gruppi criminali in città come Rotherham, Rochdale, Telford, Oxford e Oldham. In questi casi, ragazze adolescenti venivano adescate, violentate e trafficate da bande composte in larga parte da uomini di origine pakistana, mentre polizia e servizi sociali non intervenivano nonostante ripetuti segnali d’allarme.
Il rapporto Lowe parla di una “macchia putrida” nella storia britannica. Tra le raccomandazioni figurano pene più severe, ergastolo come base per lo stupro organizzato di minori, espulsione dei condannati stranieri, una nuova unità del Crown Prosecution Service e la possibilità di procedimenti penali privati contro funzionari negligenti.
Il governo, nel 2025, aveva commissionato un audit guidato dalla baronessa Louise Casey, rilevando gravi carenze istituzionali e una sistematica omissione dei dati sull’etnia degli autori. Casey aveva confermato una sovrarappresentazione di uomini asiatici in tre aree analizzate, pur sottolineando che gli autori appartengono a gruppi etnici diversi. Il governo ha avviato nel 2026 una nuova inchiesta nazionale con poteri legali per accertare responsabilità e possibili insabbiamenti. Il Primo Ministro Keir Starmer ha respinto le accuse di inerzia, denunciando “bugie e disinformazione”.





