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Entrate-Riscossione, nel 2024 incassi a 16 miliardi. La Corte dei Conti: resta il nodo dei crediti inesigibili

Entrate-Riscossione, nel 2024 incassi a 16 miliardi. La Corte dei Conti: resta il nodo dei crediti inesigibili

giovedì, 18 Giugno 2026
2 minuti di lettura

L’attività dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha chiuso il 2024 con risultati superiori agli obiettivi fissati, ma il peso del magazzino dei crediti affidati continua a rappresentare la principale criticità del sistema. È quanto emerge dalla relazione sulla gestione approvata dalla Sezione controllo enti della Corte dei Conti.

Nel corso dell’anno la riscossione ha raggiunto i 16 miliardi di euro, con un incremento del 7,9% rispetto al 2023. Il risultato è stato sostenuto dalla riscossione ordinaria, salita del 39% fino a 10,57 miliardi di euro, una crescita che ha compensato la riduzione delle somme incassate attraverso le definizioni agevolate, scese del 24,8% a 5,43 miliardi. Il dato supera del 29,1% l’obiettivo iniziale previsto dalla convenzione con il Ministero dell’Economia, pari a 12,4 miliardi, e del 14,4% quello aggiornato in sede di assestamento, fissato a 13,4 miliardi.

Accanto ai risultati di cassa, la Corte richiama l’attenzione sul volume dei crediti ancora da riscuotere. Il carico residuo dei ruoli affidati dal 2000 ammonta a 1.274 miliardi di euro. Di questi, 511,5 miliardi, pari al 40% del totale, risultano di difficile o impossibile recupero perché riferiti a procedure concorsuali, contribuenti deceduti o soggetti privi di patrimonio. La quota effettivamente esigibile attraverso le ordinarie azioni di riscossione si attesta a circa 102 miliardi di euro.

Piano finanziario

Nella relazione viene valutata positivamente l’introduzione delle misure previste dal decreto legislativo n. 110 del 2024, che ha istituito il meccanismo del discarico automatico quinquennale e una commissione dedicata alla gestione del magazzino storico dei crediti, con l’obiettivo di affrontare in modo strutturale il problema delle somme non più recuperabili. Sul piano finanziario il contributo diretto dello Stato, introdotto nel 2022 come nuovo modello di finanziamento dell’Agenzia, raggiunge nel 2024 i 948,68 milioni di euro, in calo del 3% rispetto all’anno precedente.

Secondo la Corte, il nuovo sistema ha consentito di superare le criticità di liquidità registrate in passato, eliminando il ricorso alle anticipazioni di cassa e riducendo gli oneri finanziari. Le disponibilità liquide salgono così a 670,6 milioni di euro, con un aumento del 28,9%, mentre gli interessi attivi passano da 13,3 a 40,2 milioni grazie alle condizioni del nuovo contratto di tesoreria.

L’esercizio si chiude con un utile di 13,22 milioni di euro, in diminuzione del 43,7% rispetto al 2023. L’intero risultato viene destinato al bilancio dello Stato nell’ambito delle misure di contenimento della spesa pubblica. Il patrimonio netto raggiunge i 370,5 milioni di euro.

Fronte gestionale

Sul fronte gestionale diminuiscono del 3,5% i costi del personale, scesi a 486,9 milioni anche per effetto del trasferimento di 162 addetti del ramo ICT a Sogei. Crescono invece di circa 18 milioni i costi informatici, collegati alla nuova architettura dei servizi digitali. L’indicatore di tempestività dei pagamenti si conferma negativo per 16,47 giorni, valore che indica il pagamento delle fatture in anticipo rispetto alle scadenze.

Nel giudizio conclusivo la Corte dei Conti evidenzia il consolidamento dell’equilibrio finanziario dell’Agenzia, il rafforzamento della governance, l’aumento dell’efficacia della riscossione ordinaria e delle rateizzazioni e il progresso nella digitalizzazione dei servizi. Restano aperte, secondo i magistrati contabili, le questioni legate alla riduzione del magazzino dei crediti storici, al controllo dei costi dei servizi ICT esternalizzati, alla gestione del contenzioso e al rafforzamento delle misure di sicurezza informatica e di resilienza dei sistemi digitali.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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