Donald Trump respinge con forza le critiche rivolte all’accordo siglato con l’Iran per porre fine alle ostilità in Medio Oriente. Il presidente degli Stati Uniti ha definito “sciocchi” quanti sostengono che l’intesa non sia stata sufficientemente severa nei confronti di Teheran. “Questi sciocchi che pensano che non sia stato abbastanza duro con l’Iran”, ha scritto Trump sul social Truth, “quando il mercato azionario ha appena raggiunto un record e i prezzi del petrolio stanno precipitando, sono gelosi, cattivi o stupidi”. Il presidente americano ha così respinto le accuse di aver concesso troppo alla Repubblica islamica dopo la firma del memorandum d’intesa.
Cina: ora negoziati razionali
Sostegno all’accordo è arrivato anche dalla Cina. Il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Lin Jian, ha accolto con favore la firma del documento da parte dei presidenti di Stati Uniti e Iran, sottolineando che l’intesa rappresenta “uno sviluppo positivo per allentare le tensioni e rafforzare lo slancio del cessate il fuoco”. Pechino ha inoltre invitato le parti ad affrontare la seconda fase dei negoziati “in modo razionale e pragmatico”, facendo ricorso a concessioni reciproche.
L’ivano, Israele non ritirerà la truppe
Sul fronte libanese, emergono però segnali di difficoltà. Secondo quanto riferito dai media israeliani, che citano dichiarazioni rilasciate a Reuters da un funzionario vicino al premier Benjamin Netanyahu, Israele non intende ritirare le proprie forze dalle posizioni occupate nel Libano meridionale. Il governo starebbe conducendo “colloqui tenaci” e “negoziazioni difficili” con Washington per mantenere il dispiegamento delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) nell’area.”Israele non ha alcuna intenzione di cedere sulle sue posizioni”, avrebbe affermato il funzionario. Le dichiarazioni arrivano in un momento di crescente tensione nei rapporti tra Trump e Netanyahu.
L’Iran rivendica un grande risultato
Intanto l’Iran rivendica apertamente il risultato ottenuto. All’indomani della firma dell’intesa con gli Stati Uniti, il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, ha sostenuto che il conflitto abbia rafforzato il Paese. “La guerra che ci è stata imposta non solo non ci ha piegati, ma ci ha reso più forti, sia sul piano militare sia su quello diplomatico”, ha dichiarato Baqaei. Il portavoce ha inoltre affermato che l’Iran avrebbe “sconfitto due potenze nucleari sostenute anche da altri Paesi”, arrivando a definire la Repubblica islamica una “superpotenza”. Respinte anche le aspettative di chi auspicava un indebolimento del regime: “La Repubblica Islamica è la pelle dell’Iran; i nemici volevano strapparla”, ha sostenuto.
Tensioni tra Tel Aviv e Bruxelles
Nuove tensioni si registrano infine nei rapporti tra Israele e Unione europea. Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, ha annunciato l’interruzione dei contatti con l’Alta rappresentante per la politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, dopo alcune presunte dichiarazioni che avrebbero accostato Israele al regime di apartheid sudafricano.





