L’attivista di estrema destra Tommy Robinson, al secolo Stephen Yaxley‑Lennon, è stato fermato sabato all’aeroporto di Heathrow ai sensi della sezione 3 del Counter‑Terrorism Border Security Act del 2019, una norma che consente alla polizia di interrogare, perquisire e trattenere persone sospettate di viaggiare per pianificare o facilitare atti ostili. I suoi telefoni — un iPhone e un Samsung Galaxy — sono stati sequestrati. Robinson ha denunciato l’accaduto sui social, affermando di essere stato trattenuto per quasi tre ore e chiedendo ai suoi sostenitori donazioni per finanziare la sua difesa legale.
Un suo portavoce ha definito il fermo “un attacco alla libertà di parola e al giornalismo investigativo”, sostenendo che le autorità vogliano accedere alle sue fonti. L’attivista, 43 anni, è tornato al centro dell’attenzione nel contesto delle tensioni razziali esplose dopo la diffusione dei filmati della morte di Henry Nowak, 18 anni, mentre era in custodia della polizia a Southampton. Robinson ha guidato proteste nella città, durante le quali 13 agenti e un cane poliziotto sono rimasti feriti. Negli ultimi giorni ha anche rilanciato il video di un presunto tentato omicidio a Belfast, in cui un uomo — ritenuto un richiedente asilo sudanese — brandisce un coltello. Robinson ha pubblicato su X i dettagli di nuove manifestazioni nel Regno Unito e in Irlanda del Nord, post che Elon Musk ha condiviso con i suoi 240 milioni di follower, amplificando ulteriormente la portata del messaggio. Non è la prima volta che Robinson viene fermato ai sensi delle leggi antiterrorismo. Nel luglio 2024 era stato bloccato al Tunnel della Manica mentre guidava la Bentley di un amico verso la Spagna. Si era rifiutato di fornire il PIN del telefono, sostenendo che contenesse materiale giornalistico riservato. Un giudice distrettuale lo aveva poi prosciolto, affermando che non vi erano prove sufficienti sulla legittimità del fermo.





