La tensione è esplosa nel cuore di Belfast dopo l’accoltellamento avvenuto ieri sera nel quartiere di Ardoyne, dove un giovane di 22 anni è rimasto gravemente ferito. Nel giro di poche ore, la zona si è trasformata in un epicentro di proteste violente, con centinaia di persone scese in strada accusando le autorità di non garantire sicurezza e di aver “perso il controllo” del territorio.
Le manifestazioni, inizialmente spontanee, sono rapidamente degenerate in scontri con la polizia. Secondo la PSNI, alcuni gruppi avrebbero eretto barricate improvvisate e lanciato bottiglie, pietre e fumogeni contro gli agenti. Le forze dell’ordine hanno risposto con l’uso di cannoni ad acqua, una misura rara ma non inedita in Irlanda del Nord, per disperdere la folla e impedire che i disordini si estendessero alle strade principali. Testimoni riferiscono di scene caotiche, con manifestanti travolti dai getti ad alta pressione e altri che cercavano riparo dietro auto parcheggiate e cassonetti rovesciati. Le autorità hanno definito la situazione “estremamente volatile”, sottolineando che la priorità resta evitare ulteriori feriti. Almeno otto persone sono state arrestate con l’accusa di disordini pubblici, mentre tre agenti sono rimasti contusi durante gli scontri.
La polizia ha invitato la popolazione alla calma, ricordando che l’indagine sull’accoltellamento è ancora in corso e che non sono stati confermati collegamenti con gruppi paramilitari. La comunità locale, già segnata da anni di tensioni sociali e politiche, teme che l’episodio possa riaccendere vecchie fratture. Alcuni leader religiosi e civici hanno chiesto un incontro urgente con le autorità per discutere misure di sicurezza e strategie di dialogo. Intanto, Belfast si risveglia con le strade bagnate dai cannoni ad acqua e un clima di incertezza che ricorda quanto fragile resti l’equilibrio della città.





