Il matrimonio dell’anno si trasforma in un caso diplomatico e mediatico. Le nozze celebrate a Palermo da Dua Lipa e Callum Turner hanno acceso i riflettori internazionali sulla Sicilia, ma anche una polemica durissima contro il Telegraph, finito al centro delle critiche per il titolo scelto sul racconto dell’evento. A scatenare la bufera è stata la formula utilizzata dal quotidiano britannico: “The Sicilian mafia nest hosting the celebrity wedding of the year”, tradotta come “Il covo della mafia ospita il matrimonio dell’anno”. Un riferimento alla festa nuziale organizzata nel capoluogo siciliano che ha provocato reazioni immediate sui social e nel dibattito pubblico.
Dopo le contestazioni, il giornale ha corretto il titolo, sostituendo l’espressione iniziale con “ex covo di mafia”. Una rettifica che, però, per il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani non chiude la vicenda.
Le scuse non bastano
“Prendo atto che il Telegraph ha modificato il titolo del proprio articolo sulle nozze di Dua Lipa, sostituendo l’inaccettabile riferimento al ‘covo della mafia’ con l’espressione ‘ex covo della mafia’. Si tratta di una correzione doverosa, che conferma come le critiche mosse dalla Sicilia fossero fondate. Ma questa modifica non basta”, afferma Schifani. Il Governatore parla di un danno d’immagine “enorme” per la Sicilia e per i siciliani. Secondo Schifani, il titolo del quotidiano britannico ha riproposto ancora una volta uno stereotipo che non rappresenta l’isola e che ignora decenni di lotta alla criminalità organizzata, oltre al percorso di riscatto civile, culturale ed economico compiuto dal territorio. La polemica assume un peso ancora maggiore perché le nozze della popstar hanno portato l’attenzione internazionale sulle bellezze e sulle eccellenze della Sicilia. Proprio per questo, sottolinea il presidente della Regione, risulta più grave la scelta di una testata autorevole di ricorrere a un cliché capace di mortificare un’intera comunità.
Per Schifani, la rettifica del titolo rappresenta solo un primo passo. “Mi aspetto dal Telegraph delle scuse ufficiali alla Sicilia e ai siciliani. Il rispetto per la verità dei fatti e per la dignità di una comunità non può essere considerato un dettaglio editoriale”.





