Nuove rivelazioni rischiano di riaccendere le polemiche attorno al principe Andrew. Un organismo di controllo indipendente incaricato di monitorare la gestione delle proprietà reali ha infatti scoperto che il duca di York avrebbe subaffittato alcuni cottage situati all’interno della Royal Lodge, la storica residenza immersa nel parco di Windsor che occupa dal 2003.
Secondo il rapporto, Andrew avrebbe concesso in uso a terzi almeno due dependance della tenuta, percependo pagamenti non autorizzati e in violazione dei termini del contratto di locazione a lungo termine stipulato con il Crown Estate. L’accordo, che gli garantisce il diritto di vivere nella Royal Lodge per decenni, vieta esplicitamente qualsiasi forma di subaffitto o utilizzo commerciale degli edifici annessi. Le indagini sarebbero partite dopo segnalazioni interne e controlli incrociati sui registri di manutenzione.
Gli ispettori hanno rilevato che i cottage risultavano occupati da persone esterne alla famiglia reale e che alcuni interventi di ristrutturazione erano stati finanziati con fondi provenienti da conti privati collegati al principe. Buckingham Palace ha evitato commenti diretti, limitandosi a ricordare che la gestione delle proprietà reali è soggetta a “norme rigorose”. Fonti vicine alla famiglia sostengono che Andrew avrebbe interpretato in modo “troppo elastico” le clausole del contratto, convinto che l’uso dei cottage rientrasse nella sua discrezionalità.
La vicenda arriva in un momento già delicato per il duca di York, da anni al centro di controversie che ne hanno compromesso il ruolo pubblico. Il Crown Estate sta valutando possibili sanzioni, che potrebbero includere un aumento dei controlli, la richiesta di restituzione dei profitti ottenuti o, nel caso più estremo, la revisione del contratto stesso.




