Un nuovo sondaggio pubblicato questa settimana indica che il Partito del Potere Popolare (PPP), la formazione conservatrice al governo in Corea del Sud, si avvia verso una vittoria elettorale di ampia portata, alimentando un clima politico che molti analisti definiscono “inedito” dall’inizio della presidenza Yoon Suk‑yeol. Secondo la rilevazione, il PPP supera di oltre dieci punti il Partito Democratico (DP), che negli ultimi anni aveva mantenuto un solido vantaggio nelle elezioni legislative.
Il sondaggio attribuisce il balzo del PPP a una combinazione di fattori: la percezione di una maggiore fermezza del governo nei confronti della Corea del Nord, la crescita dell’export tecnologico e una campagna disciplinata che ha puntato su sicurezza economica e stabilità. A rafforzare il trend, spiegano gli esperti, è anche la crisi interna del DP, diviso tra correnti e indebolito dalle indagini giudiziarie che coinvolgono figure di primo piano dell’opposizione.
Nelle ultime settimane, il partito al governo ha intensificato i comizi nelle aree urbane, tradizionalmente più favorevoli ai progressisti, mentre i candidati conservatori nelle province rurali sembrano consolidare un vantaggio già significativo. La leadership del PPP ha definito i dati “incoraggianti ma non decisivi”, invitando i sostenitori a non abbassare la guardia.
Il DP, dal canto suo, contesta la metodologia del sondaggio e accusa il governo di sfruttare la tensione con Pyongyang per ottenere consenso. I dirigenti progressisti insistono che l’elettorato “non si lascerà influenzare da numeri volatili” e che la campagna entrerà nel vivo solo nelle ultime settimane.
Gli istituti demoscopici sottolineano che, pur indicando un chiaro vantaggio conservatore, i sondaggi non rappresentano un risultato elettorale: la volatilità dell’elettorato sudcoreano, soprattutto tra i giovani, potrebbe ancora riservare sorprese. Le autorità elettorali ricordano che solo lo scrutinio ufficiale determinerà l’esito finale.





