Quando Nigel Farage ha annunciato le sue dimissioni dal Parlamento, scatenando elezioni suppletive nel collegio di Clacton‑on‑Sea, ha definito la competizione “il popolo contro l’establishment”. Ma la battaglia che il leader di Reform UK si trova ad affrontare è diventata una corsa surreale, dove il suo avversario è un candidato vestito da gigantesco bidone della spazzatura.
Negli ultimi mesi, l’ex promotore della Brexit è stato al centro di interrogativi crescenti sui finanziamenti ricevuti: prima la donazione non dichiarata di oltre 6 milioni di dollari dall’investitore in criptovalute Christopher Harborne, noto in Thailandia come Chakrit Sakunkrit; poi i benefici economici forniti dal suo collaboratore George Cottrell, condannato per frode negli USA. Entrambi i casi sono ora oggetto di indagini parlamentari, che Farage respinge con forza.
La reazione dei principali partiti britannici è stata immediata: Laburisti, Conservatori e Liberal Democratici hanno annunciato che non parteciperanno alle elezioni suppletive. Con i partiti tradizionali fuori dalla corsa, la scena è stata occupata da candidati eccentrici.
Il più noto è Count Binface, alias Jon Harvey, comico e performer satirico che da anni si presenta alle elezioni britanniche vestito da bidone della spazzatura argentato. Binface ha già sfidato Andy Burnham nelle suppletive di Makerfield.
Le sue proposte politiche oscillano tra la nazionalizzazione della cantante Adele e la ricollocazione di un asciugamani elettrico in un pub di Uxbridge. La corsa include anche altri outsider: l’attivista Rob Pownall, che si presenta vestito da volpe per contestare le politiche di Farage sulla fauna selvatica, e Lawrence Fox, ex attore e leader del Reclaim Party, noto per le sue posizioni controverse su immigrazione e identità nazionale.




