La polizia britannica è finita al centro di una tempesta politica e sociale dopo la diffusione del video che mostra Henry Nowak, studente di 18 anni, ammanettato mentre giaceva a terra gravemente ferito da coltellate. Nowak, morto lo scorso dicembre a Southampton, era stato accusato falsamente dal suo aggressore, Vickrum Digwa, un uomo sikh di 23 anni condannato lunedì all’ergastolo.
Secondo quanto riportato da BBC News, Sky News e The Guardian, Digwa aveva dichiarato agli agenti di essere stato vittima di un attacco razzista, sostenendo che Nowak gli avesse strappato il turbante e provocato una ferita all’occhio. Nel filmato della bodycam, però, si sente Nowak ripetere “Sono stato accoltellato” e “Non riesco a respirare”, mentre un agente risponde con scetticismo: “Non credo proprio, amico”.
La reazione pubblica è stata immediata. Il primo ministro Keir Starmer ha parlato di “domande serie” sulla gestione dell’intervento, chiedendo chiarimenti su come le accuse di razzismo abbiano influenzato le decisioni degli agenti. Il giudice William Mousley, durante la sentenza, ha riconosciuto che il caso ha alimentato tensioni razziali in tutto il Paese.
Il leader di Reform UK, Nigel Farage, ha sfruttato la vicenda per attaccare il governo, sostenendo che “la paura di essere etichettati come razzisti” avrebbe condizionato l’operato della polizia. Le sue dichiarazioni hanno contribuito a polarizzare ulteriormente il dibattito, con centinaia di manifestanti radunati martedì davanti alla stazione di polizia di Southampton, alcuni dei quali scandivano “Non riesco a respirare”, richiamando il caso George Floyd del 2020.
La ministra degli Interni Shabana Mahmood ha invitato alla calma, condannando “chi cerca di trarre profitto politico dalla tragedia” e ribadendo che tutti sono uguali davanti alla legge.





