La Colombia si prepara a un ballottaggio che promette di ridefinire il suo futuro politico. Dopo settimane di campagna elettorale segnata da tensioni e violenza, il candidato di sinistra Iván Cepeda affronterà Abelardo de la Espriella, avvocato e figura mediatica che ha costruito la propria immagine su un modello apertamente ispirato a Donald Trump. I risultati del primo turno, diffusi domenica sera, confermano la polarizzazione del Paese: nessuno dei due ha superato il 50% necessario per la vittoria diretta, aprendo la strada a una sfida finale che si annuncia durissima.
Cepeda, erede politico del presidente uscente Gustavo Petro, ha promesso di proseguire la linea progressista del governo, puntando su negoziati di pace con i gruppi armati e su politiche sociali per ridurre le disuguaglianze. De la Espriella, invece, ha catalizzato il voto conservatore con un linguaggio aggressivo e promesse di “mano durissima” contro la criminalità, evocando il modello di Nayib Bukele in El Salvador e quello di Trump negli Stati Uniti.
Secondo analisti citati da El Tiempo e dal New York Times, il ballottaggio del 21 giugno sarà uno scontro tra due visioni opposte di Colombia: da un lato la continuità del dialogo e delle riforme sociali, dall’altro la promessa di ordine e autorità. La campagna si è svolta in un clima di paura, con episodi di violenza politica e intimidazioni nelle regioni rurali.
Gli osservatori internazionali avvertono che il voto avrà ripercussioni regionali. Washington guarda con attenzione all’esito, mentre i governi progressisti latinoamericani sperano in una conferma di Cepeda per mantenere l’equilibrio politico nel continente. In un Paese segnato da disuguaglianze e insicurezza, la scelta tra dialogo e repressione diventa anche una prova di maturità democratica. Il risultato del ballottaggio potrebbe ridefinire non solo la direzione della Colombia, ma anche il ruolo della sinistra latinoamericana nel nuovo scenario geopolitico.





