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Italia, crescita debole e fiducia in calo nella politica: il Quirinale resta perno del sistema istituzionale

Il 38° Rapporto Italia dell’Eurispes
venerdì, 29 Maggio 2026
1 minuto di lettura

Il 38° Rapporto Italia dell’Eurispes, presentato a Roma, fotografa un Paese sospeso tra la memoria del miracolo economico e un presente segnato da immobilismo. Il documento descrive una nazione in apnea: debito pubblico elevato, ceto medio in progressiva erosione e un flusso di emigrazione giovanile pari ad almeno 34.700 unità l’anno, tra i più alti in Europa. «Il nostro Paese, scrive il presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara, è bloccato da una miriade di piccoli fili che lo immobilizzano». Nel Rapporto viene inoltre richiamato il nodo europeo, definito come un sistema ancora incompiuto: «Il vero paradosso è l’Europa: un gigante legato al suolo dai suoi stessi fondatori, dai governi nazionali che non cedono sovranità e dalle burocrazie di Bruxelles».

Pressione economica e condizioni delle famiglie

Il Rapporto segnala una riduzione del potere d’acquisto delle famiglie negli ultimi anni e un ampliamento delle disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza. Le difficoltà economiche incidono sulla vita quotidiana, con una quota rilevante di nuclei familiari costretti a far fronte alle spese ordinarie attraverso il ricorso ai risparmi, con un’ulteriore erosione della sicurezza economica delle famiglie. Cresce inoltre la rinuncia a prestazioni sanitarie per ragioni economiche.

Ceto medio e dinamiche strutturali

Tra gli elementi evidenziati emerge la contrazione del ceto medio, esposto alla pressione del costo della vita e alla riduzione del reddito disponibile. Il Rapporto richiama inoltre il calo demografico e l’emigrazione giovanile qualificata, fattori che incidono sugli equilibri sociali ed economici del Paese.

Fiducia nelle istituzioni

Sul piano istituzionale si conferma un divario significativo nei livelli di fiducia. Il Presidente della Repubblica mantiene i valori più elevati, mentre Parlamento e Governo risultano su livelli sensibilmente inferiori. La magistratura registra un quadro equilibrato tra fiducia e sfiducia, mentre la Chiesa mostra una lieve flessione.

Orientamenti dell’opinione pubblica e quadro internazionale

In ambito internazionale, l’indagine evidenzia un orientamento prudente rispetto agli scenari di crisi che coinvolgano l’Alleanza Atlantica, con una prevalenza di posizioni non interventiste. Si conferma inoltre una percezione critica dell’Unione europea sui temi dell’integrazione politica, economica e della difesa comune.

Quadro di sintesi

Il Rapporto Eurispes 2026 restituisce un quadro di fragilità economica e sociale e di distanza tra cittadini e istituzioni rappresentative. Come sottolinea ancora Fara, «il pessimismo dell’intelligenza non deve impedire l’ottimismo della volontà. L’Italia ha bisogno di grandi cause condivise, di una politica capace di pensiero lungo». Il dato si inserisce in una più ampia fase europea caratterizzata da difficoltà nei processi di integrazione politica e nella definizione di una governance comune sui temi della sicurezza e dell’economia. In tale contesto, la questione non si esaurisce nella sola dinamica economica, ma investe la qualità complessiva della rappresentanza e la capacità delle istituzioni di ricostruire un rapporto di fiducia stabile con i cittadini. Si tratta di un passaggio che richiama una responsabilità diffusa del sistema pubblico e politico, chiamato a recuperare credibilità e visione di lungo periodo oltre la gestione dell’immediato.

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