Gli Stati Uniti hanno condotto nuovi raid contro l’Iran mentre resta formalmente in vigore il cessate il fuoco e proseguono i negoziati per chiudere la guerra. Il Comando centrale americano ha definito gli attacchi operazioni “di autodifesa” nel sud del Paese, condotte “per proteggere le truppe Usa dalle minacce poste dalle forze iraniane”. Secondo il portavoce del Centcom, il capitano di Marina Timothy Hawkins, gli obiettivi comprendevano siti di lancio missilistici e imbarcazioni iraniane che Washington accusa di avere tentato di posizionare mine nell’area dello Stretto di Hormuz.
La nuova escalation arriva nel momento più delicato della trattativa. Il segretario di Stato Marco Rubio ha confermato che un accordo con Teheran “è ancora possibile”, ma ha avvertito che il passaggio marittimo resterà aperto “in un modo o nell’altro”. Da Jaipur, durante una visita ufficiale in India, Rubio ha spiegato che in Qatar si sono tenute nuove discussioni e che il negoziato riguarda soprattutto “la formulazione precisa del testo iniziale”. Serviranno, ha aggiunto, “alcuni giorni”. La linea della Casa Bianca resta quella indicata da Donald Trump: “O concluderà un accordo, o non ci sarà alcun accordo”. Il presidente americano ha chiesto inoltre che l’uranio arricchito iraniano sia consegnato agli Stati Uniti per essere distrutto, oppure eliminato in Iran o in un altro luogo concordato sotto controllo tecnico internazionale.
Sul fronte economico, nonostante i nuovi raid nell’area di Hormuz, i mercati hanno reagito con un calo del petrolio. A Tokyo il Wti è sceso di oltre il 5 per cento, a 91,33 dollari al barile.
Khamenei: “Duro schiaffo all’America”
Teheran ha accusato Washington di avere violato il cessate il fuoco. I Pasdaran hanno annunciato di avere abbattuto un drone americano Mq 9 entrato nello spazio aereo iraniano e di avere aperto il fuoco contro un drone Rq 4 e un caccia F 35, costringendoli alla ritirata. In un comunicato diffuso dall’agenzia Tasnim, le Guardie della Rivoluzione hanno avvertito che “qualsiasi violazione del cessate il fuoco” da parte dell’esercito statunitense porterà a una risposta “legittima e certa”.
La Guida suprema iraniana Khamenei ha alzato ulteriormente i toni in un messaggio scritto per l’Hajj. Ha rivendicato la sconfitta degli Stati Uniti e di Israele, parlando di “vittorie decisive” contro “i due eserciti terroristici, americano e sionista”, e ha sostenuto che l’Iran avrebbe inflitto “un duro schiaffo all’America aggressore”. Ha poi rilanciato gli slogan “Morte all’America” e “Morte a Israele”, presentandoli come parole d’ordine della umma islamica e degli “oppressi di tutto il mondo”. Secondo Khamenei, “il regime sionista” si starebbe avvicinando “alle fasi finali della sua miserabile esistenza” e il Medio Oriente “non sarà più uno scudo per le basi americane”.
Sul fronte interno, intanto, il presidente Masoud Pezeshkian ha disposto il ripristino dell’accesso a internet dopo mesi di restrizioni. La decisione arriva in una fase in cui il regime prova a mostrare controllo interno, mentre la televisione di Stato ha riferito l’esecuzione di Gholamreza Khani Shakrab, arrestato nel 2025 con l’accusa di collaborazione con il Mossad.
Cina, Qatar e Pakistan spingono sul negoziato
Sul piano diplomatico, la Cina ha invitato le parti a rispettare il cessate il fuoco e a proseguire i negoziati. Pechino ha apprezzato, secondo il premier pakistano Shehbaz Sharif, gli sforzi di Islamabad per facilitare un’intesa tra Stati Uniti e Iran. Il Qatar ha invece smentito l’esistenza di un’offerta da 12 miliardi di dollari a Teheran in cambio di un accordo con Washington, definendo le indiscrezioni “totalmente infondate” e attribuendole a soggetti interessati a sabotare la mediazione.
Anche l’Italia chiede di tenere aperta la via diplomatica. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato di una situazione appesantita da posizioni “molto dure” sia da parte americana sia da parte iraniana. “Serve comunque che si proceda nel dialogo per concludere questa guerra e riaprire Hormuz”, ha detto il vicepremier, chiedendo prudenza anche sul fronte libanese: “Hezbollah deve smettere di attaccare e mi auguro che anche Israele rispetti la tregua che c’è”.
Libano e Gaza
Il fronte libanese resta in forte tensione. Secondo media locali citati da Al Jazeera, almeno 12 corpi sono stati recuperati dopo attacchi israeliani sulla città di Mashghara, nel sud del Libano. Nella notte l’esercito israeliano avrebbe colpito diverse località nei distretti di Nabatieh, Jezzine, Tiro, Bint Jbeil e Sidone. Altri raid sono stati segnalati contro abitazioni e infrastrutture civili. Secondo il Times of Israel, l’esercito israeliano avrebbe richiamato con urgenza riservisti, mentre da Washington arrivano segnali di possibile sostegno a un’operazione più ampia contro Hezbollah se continueranno gli attacchi con droni al confine settentrionale.
La crisi continua anche a Gaza. Secondo Al Jazeera, almeno cinque persone sono morte in un attacco di droni israeliani contro il campo profughi di al Maghazi, nella Striscia centrale. Il premier canadese Mark Carney ha definito “spaventoso” il trattamento riservato da Israele agli attivisti della flottiglia diretta a Gaza e ha chiesto un’indagine indipendente, parlando di una situazione “catastrofica” nell’enclave.





