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Usa-Iran verso l’intesa: possibile annuncio di tregua e riapertura di Hormuz. Italia pronta a partecipare missione Ue con navi caccia mine

Tajani: sostenere la de-escalation e la sicurezza del Golfo. Roma aderisce ad una missione internazionale per garantire la libertà di navigazione nello Stretto
lunedì, 25 Maggio 2026
2 minuti di lettura

Iran e Stati Uniti sembrano avvicinarsi a un accordo destinato a evitare una nuova escalation militare in Medio Oriente. Dopo le dichiarazioni di Donald Trump, che nelle ultime ore ha parlato di un’intesa “in larga parte negoziata” e della prossima riapertura dello Stretto di Hormuz, iniziano a emergere indiscrezioni sui contenuti della bozza negoziale che potrebbe essere annunciata già nelle prossime ore.

Revoca blocco e deroghe alle sanzioni

Secondo Axios, Washington sarebbe pronta a revocare il blocco dei porti iraniani e a concedere deroghe alle sanzioni per consentire a Teheran di tornare a esportare petrolio. Il possibile accordo sarebbe stato al centro anche del colloquio telefonico tra Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. “È andata bene”, avrebbe riferito il tycoon dopo il confronto, aggiungendo di aver sentito anche i leader dei Paesi del Golfo.

Possibile tregua e blocco raid sul Libano

Il Financial Times parla invece di una possibile tregua di 60 giorni, mentre fonti iraniane citate dai media locali evocano anche una sospensione delle tensioni in Libano e lo sblocco di circa 25 miliardi di dollari di beni iraniani congelati all’estero. Restano però le resistenze interne dei Pasdaran, che continuano a mantenere una linea prudente sull’intesa.

L’Iran ribadisce il controllo su Hormuz

Dal fronte iraniano, le Forze Armate di Teheran hanno ribadito la volontà di assumere direttamente la sicurezza del Golfo Persico e dello Stretto di Hormuz nell’ambito di un “nuovo ordine regionale” senza presenza straniera. In una dichiarazione riportata dall’agenzia Tasnim, il comandante del Comando Centrale Khatam al-Anbiya, generale Ali Abdollahi, ha avvertito che qualsiasi aggressione riceverebbe una risposta “dura e infernale”, pur confermando i progressi nei negoziati con Washington.

Israele rivendica libertà d’azione

Sul versante israeliano, secondo Channel 12, nel colloquio tra Trump e Netanyahu sarebbe stato concordato che Israele manterrà “libertà d’azione contro le minacce su tutti i fronti, Libano compreso”, anche in caso di memorandum d’intesa tra Usa e Iran. La Casa Bianca avrebbe inoltre ribadito che nessun accordo definitivo verrà firmato senza lo smantellamento del programma nucleare iraniano e la rimozione dell’uranio arricchito dal territorio della Repubblica islamica.

L’Italia per la sicurezza marittima

Nel frattempo cresce l’attenzione internazionale sullo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio energetico globale. L’Italia, insieme ai partner europei e al G7, sta lavorando per favorire la cessazione delle ostilità e il ripristino della sicurezza marittima nell’area.

Tajani: dal Medio Oriente al Libano stop ostilità

“Riteniamo che una pace duratura in Medio Oriente non possa prescindere dalla stabilità del Libano”, ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un intervento pubblicato dal quotidiano spagnolo Abc. Il titolare della Farnesina ha confermato il sostegno italiano al dialogo tra Israele e Beirut mediato dagli Stati Uniti e la disponibilità di Roma a ospitare interlocuzioni dirette tra le parti.

Pronti alla missione di sminamento

Tajani ha inoltre spiegato che l’Italia è pronta a partecipare, una volta concluso il conflitto, a una coalizione internazionale a carattere difensivo per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Roma potrebbe contribuire con operazioni di sminamento e con l’esperienza maturata nelle missioni navali europee nel Mar Rosso, nell’Oceano Indiano e nel Mediterraneo, anche attraverso un rafforzamento della missione europea Aspides. In quest’ottica restano pronti a intervenire i due cacciamine della Marina militare italiana, il “Crotone” e il “Rimini”, attualmente fermi nel porto egiziano di Safaga dopo essere partiti da Augusta lo scorso 15 maggio.

Teheran abbatte drone israeliano

Nelle stesse ore, l’Iran ha annunciato l’abbattimento di un drone israeliano impiegato, secondo Teheran, in attività di spionaggio nella provincia di Hormozgan. L’agenzia Mehr ha riferito del ritrovamento dei resti di un drone Orbiter di fabbricazione israeliana, mentre le Forze di difesa israeliane hanno dichiarato di non avere informazioni sull’incidente.

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