L’Australia ha autorizzato l’uso d’emergenza di un’esca al fosfuro di zinco a doppia concentrazione per contenere la nuova, massiccia infestazione di topi che sta colpendo diverse regioni agricole. La decisione, annunciata lunedì dall’ente nazionale che regola i prodotti chimici agricoli, arriva dopo la richiesta urgente dei produttori di cereali, che da settimane segnalano numeri “eccezionalmente elevati” di roditori proprio all’inizio della stagione di semina.
L’impatto economico è potenzialmente devastante: i topi attaccano le colture in germinazione, contaminano il grano immagazzinato e danneggiano macchinari e infrastrutture. L’ultima grande infestazione, nel 2021, costò al Nuovo Galles del Sud oltre 600 milioni di dollari australiani, secondo la Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation.
Quest’anno la situazione è aggravata da un contesto già difficile: i costi di fertilizzanti e carburante sono aumentati a causa della guerra con l’Iran, mentre il fenomeno El Niño, previsto per la fine dell’anno, potrebbe ridurre le precipitazioni e mettere ulteriormente sotto pressione i raccolti. L’Australia, tra i principali esportatori mondiali di grano e colza, teme ripercussioni sulle forniture verso Asia, Medio Oriente e Cina.
A marzo, il CSIRO aveva già segnalato un’impennata della presenza di topi nell’Australia Meridionale e in alcune aree dell’Australia Occidentale. Video diffusi dai media locali mostrano sciami di roditori attraversare i campi, divorare le colture e intrappolarsi nei silos. Le colture più colpite sono colza e orzo, ma anche il grano è a rischio: “Si arrampicano sugli steli e staccano la spiga”, ha spiegato Andrew Weidemann, direttore di Grain Producers Australia. Alcuni agricoltori dell’Australia Occidentale sono già stati costretti a riseminare.
L’autorizzazione all’uso dell’esca resterà valida fino al 15 dicembre, ma il prodotto è altamente tossico anche per uccelli e mammiferi, sollevando preoccupazioni ambientali.





