martedì, 26 Maggio, 2020
Politica

Governo di unità nazionale

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Mentre il governo gialloverde è alla prese con la sua irreversibile crisi, che può durare però anche altri interminabili mesi, ci sono circa 20.000 imprese che forse a settembre non riusciranno a rialzare le saracinesche e milioni di giovani che seguiteranno ad aspettare un lavoro. Il governo deve dire, ora e subito, come intende articolare la prossima manovra da circa 50 miliardi di euro.

Gli alleati del contratto di governo del cambiamento dovrebbero avere, in questo momento, anche la serietà di capire che se non ce la possono fare da soli, devono aprire e ridiscutere il contratto con altre forze politiche moderate; e devono farlo prima che gli italiani diventino tutti gilet gialli alla francese.

Il cambiamento ci deve essere e forse è anche iniziato, ma non basta: per cambiare veramente il modello politico nazionale occorre una condivisione parlamentare più ampia. Chi in precedenza ha pensato di voler cambiare facendo da solo, non è andato troppo lontano, anzi, è andato lui, lontano dal governo.

Un gesto di serietà e conciliazione nazionale anziché una crisi al buio, dove si potrebbe prospettare la nuova alleanza giallorossa -M5S/PD- porterebbe  a spaccature nel Paese, ancora più profonde di quelle attuali.

Non potrà essere un altro governo tecnico lacrime e Fornero che ci poterà fuori dalla palude della stagnazione. Gli attuali alleati non dovrebbero delegare la politica economica nazionale a tecnici e a professori non eletti, che, bravi in cattedra, potrebbero non interpretare i veri “sentimenti “dei cittadini.

Ci auguriamo che si formino, nelle due Camere, gruppi parlamentari che possano fare sintesi di intelligenze e proposte da presentare al Premier Conte per fare un’Alleanza per il cambiamento, che senza rinnegare il contratto sottoscritto possa aprirlo a nuove proposte. L’Italia, unita, è sempre stata una Nazione di grandi intelligenze e di grandi innovatori, ci auguriamo che qualcuno ci ascolti e che si non perda questa occasione.

Una crisi di governo porterebbe solo danni a entrambi gli alleati: il Movimento, proponendosi al PD, darebbe un segnale pessimo dimostrando di voler governare a tutti i costi e con chiunque; la Lega uscirebbe dal governo e non avrebbe più la possibilità di portare avanti quelle istanze che Salvini ha ben interpretato e che tanta fiducia hanno avuto dai cittadini; vedi i risultati delle ultime elezioni europee.

E non vogliamo dire che si debba formare solo il gruppo interparlamentare, trascurando l’apporto esterno che potrebbero dare altri partiti come Fratelli d’Italia, la nuova Forza Italia, più Europa, ecc… Si è spesso parlato di un governo di unità nazionale ma mai ci si è riusciti. Questa volta la Politica deve veramente dimostrare di essere all’altezza e recuperare quel senso di responsabilità e credibilità che ha perso.  È l’ultima occasione.

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