Le forze britanniche hanno intercettato nel Canale della Manica una petroliera della flotta ombra russa. La Smyrtos, battente bandiera camerunense, è stata abbordata nelle prime ore di domenica da commandos dei Royal Marines e agenti della National Crime Agency, con il supporto di elicotteri Chinook, aerei, una fregata e un cacciamine.
L’operazione arriva dopo la decisione annunciata a marzo da Londra di autorizzare militari e forze dell’ordine a salire a bordo delle navi sanzionate in transito nelle acque britanniche. Il governo britannico sostiene che circa tre quarti del greggio russo viaggino attraverso la flotta ombra e afferma di avere già imposto sanzioni a 544 imbarcazioni collegate a questo circuito.
Il premier Keir Starmer ha rivendicato l’intervento come “un altro duro colpo alla Russia” e un avvertimento a “coloro che alimentano la guerra di Putin in Ucraina”. Secondo il ministero della Difesa britannico, l’operazione è stata condotta in stretto coordinamento con la Francia. La petroliera è stata poi spostata e trattenuta al largo della costa meridionale dell’Inghilterra, vicino all’Isola di Portland, dove sarà monitorata per eventuali rischi di sicurezza o ambientali mentre proseguono gli accertamenti.
Kiev ringrazia
Kiev ha accolto l’intervento come un colpo diretto alle entrate russe. Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha ringraziato il Regno Unito e la ministra dell’Interno Yvette Cooper, definendo la flotta ombra “uno strumento di guerra”. “Ogni nave fermata significa meno fondi per la macchina bellica russa”, ha scritto su X. Secondo Sybiha, interrompere queste entrate riduce la capacità di Mosca di finanziare attacchi missilistici e con droni contro le città ucraine. Il presidente Volodymyr Zelensky ha chiesto all’Europa norme più forti, non solo per bloccare le navi, ma anche per confiscare i carichi di petrolio.
Il dossier energetico si inserisce in una fase diplomatica cruciale per Kiev. Zelensky ha scritto che “il destino dell’Europa si decide in Ucraina” e ha indicato i prossimi appuntamenti internazionali come passaggi decisivi. Il presidente ucraino ha annunciato colloqui con i partner al G7 in Francia, poi al Consiglio europeo e al vertice Nato di Ankara. L’obiettivo dichiarato è chiudere la guerra con “dignità” e con garanzie di sicurezza.
Allerta Aiea su Zaporizhzhia
Resta alta anche l’allerta nucleare. Il direttore generale dell’Aiea Rafael Grossi ha espresso “profonda preoccupazione” per l’aumento dell’attività militare negli ultimi giorni e settimane vicino alla centrale di Zaporizhzhia. L’impianto, occupato dalle forze russe, era stato ricollegato alla rete dopo quasi tre giorni di blackout e riparazioni avvenute grazie a una tregua locale mediata dall’Aiea. È stata la diciannovesima perdita di alimentazione esterna dall’inizio della guerra. Per quasi tre giorni la centrale ha dovuto fare affidamento sui generatori diesel di emergenza per garantire il raffreddamento dei sei reattori spenti.





