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La pedopornografia online Italia

Pedopornografia online, 2.623 casi nel 2025: la stretta sulle reti degli abusi

Nel report della Polizia Postale: 1.039 perquisizioni, 224 arresti, 1.085 denunce e 2.876 siti oscurati. Nel mirino adescamento, sextortion, cyberbullismo, dark web e Intelligenza Artificiale
mercoledì, 6 Maggio 2026
2 minuti di lettura

Nel 2025 la Polizia di Stato, attraverso il Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, ha trattato 2.623 casi relativi alla pedopornografia online. Il bilancio, diffuso in occasione della Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia, indica anche 1.039 perquisizioni, 224 arresti e 1.085 denunce in stato di libertà. Nello stesso periodo, 2.876 siti con materiale illecito sono stati inseriti in black list e resi inaccessibili. I dati sono contenuti nel report ‘Tracce digitali, vittime reali: l’impegno a difesa e protezione dei più piccoli’, che fotografa l’attività di contrasto ai reati commessi ai danni dei minori nello spazio digitale. Il documento restituisce la portata di un fenomeno che muta con l’evoluzione delle tecnologie e che sfrutta strumenti online per produrre, scambiare e diffondere contenuti a sfondo sessuale riguardanti bambini e adolescenti.
Secondo il report le indagini della Polizia Postale rilevano l’uso di sistemi di anonimizzazione, canali del dark web e applicazioni basate sull’Intelligenza Artificiale. Tali strumenti sono impiegati anche per la creazione di materiale sessualmente esplicito e per la circolazione di file illeciti in ambienti digitali difficili da raggiungere con attività ordinarie di controllo.

Adescamento online

Tra i fenomeni indicati dalla Polizia di Stato figura l’adescamento online. Nel 2025 i casi trattati sono stati 434. Il dato segnala il coinvolgimento di minori appartenenti anche alle fasce d’età più giovani, esposte a contatti con adulti o coetanei che sfruttano chat, social network, piattaforme di gioco e servizi di messaggistica. Accanto all’adescamento, il report richiama la sextortion, cioè l’estorsione sessuale online: gli episodi trattati nell’anno sono stati 223. Restano presenti anche forme di cyberbullismo, con 365 casi riferiti a minori. La prevenzione occupa una parte centrale del documento. Per la Polizia Postale la tutela dei minori richiede un lavoro comune tra istituzioni, famiglie e scuola. Il presidio delle piattaforme digitali non basta senza percorsi di consapevolezza rivolti ai ragazzi e agli adulti che ne seguono la crescita. La conoscenza dei rischi connessi all’uso delle tecnologie rappresenta uno strumento di difesa, soprattutto quando l’accesso alla rete avviene in età precoce.

In questo quadro si colloca il progetto C.Y.P.H.E.R., ‘Cybersecurity Youth Protection Hub for Exchange and Resilience’, avviato dalla Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica presso il Polo Tuscolano della Polizia di Stato. L’iniziativa dura due settimane e coinvolge 100 operatori in presenza, specializzati nella materia, appartenenti ai C.O.S.C. e alle S.O.S.C. di tutto il territorio nazionale. Al percorso prendono parte anche delegazioni estere di esperti nel contrasto alla pedopornografia.

Indagine digitale

La formazione prevede moduli dedicati all’indagine digitale, alle tecniche di Open Source Intelligence, alla social media intelligence, alla digital forensics e alla geo-OSINT. Il programma include l’utilizzo del software specialistico Griffeye e approfondimenti sugli aspetti di cybersecurity legati alla protezione dei minori nello spazio digitale. Sono previsti inoltre strumenti innovativi e applicazioni con intelligenza artificiale, in linea con le modalità operative emerse nelle attività investigative. L’obiettivo del progetto è rafforzare le competenze degli operatori chiamati a intervenire su reati commessi nel dominio cibernetico. La dimensione digitale amplia le occasioni di contatto, riduce le barriere tra vittima e autore del reato e rende più complessa l’identificazione dei responsabili. Per questo, accanto all’azione repressiva, il report assegna rilievo alla formazione tecnica e allo scambio di esperienze tra reparti italiani ed esperti stranieri.

La rete, quale spazio ormai strutturale della vita sociale ed economica, richiede un presidio costante: la protezione dei minori da ogni forma di abuso costituisce una priorità assoluta e passa attraverso un’azione sinergica e continuativa di prevenzione, formazione e contrasto”, fa sapere la Polizia di Stato. Sulla Giornata nazionale per il contrasto alla pedopornografia online è intervenuto anche Ivano Gabrielli, Direttore della Polizia Postale. Gabrielli ha parlato di “un anno importante” e ha richiamato l’attività della Polizia di Stato e della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica. Secondo il direttore, il 2025 si è chiuso con oltre 2.600 indagini avviate e con l’arresto di oltre 240 persone.

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