Il tribunale di Ashkelon ha prorogato di due giorni, fino a martedì, la detenzione di Thiago de Avila e Saif Abukeshek, attivisti della Global Sumud Flotilla. Lo rende noto l’organizzazione in una nota. Durante l’udienza, il pubblico ministero israeliano aveva chiesto una proroga di quattro giorni. Secondo quanto riferisce la Global Sumud Flotilla, l’accusa ha presentato un elenco di presunti reati, tra cui assistenza al nemico in tempo di guerra, contatti con un agente straniero, appartenenza e fornitura di servizi a un’organizzazione terroristica, oltre al trasferimento di beni per conto di un’organizzazione terroristica.
Gli avvocati dell’organizzazione per i diritti umani Adalah, Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma, hanno contestato il procedimento davanti al tribunale, definendolo privo di basi giuridiche. La difesa ha messo in discussione la giurisdizione dello Stato israeliano, sostenendo che non esista un fondamento legale per applicare in modo extraterritoriale questi reati ad azioni compiute da cittadini stranieri in acque internazionali.
Misura ritorsiva
Secondo i legali il ricorso a sospetti legati alla sicurezza nazionale costituirebbe una misura ritorsiva contro i leader degli attivisti umanitari. Per questo hanno chiesto il rilascio immediato e incondizionato di de Avila e Abukeshek. Adalah ha inoltre riferito che i due attivisti sarebbero stati sequestrati in acque internazionali senza autorità giurisdizionale e avrebbero denunciato gravi abusi fisici, assimilabili a torture, tra cui percosse, isolamento e bendaggio degli occhi per giorni in mare.
L’organizzazione precisa che non sono state formulate accuse formali contro i due attivisti, ancora nella fase preliminare dell’indagine e sottoposti a interrogatorio. De Avila e Abukeshek saranno trasferiti di nuovo al centro di detenzione di Shikma, ad Ashkelon, dove resteranno in isolamento. Entrambi proseguono lo sciopero della fame.





