Il Congresso brasiliano ha votato per annullare il veto del presidente Luiz Inácio Lula da Silva su una legge che prevede la riduzione della pena inflitta all’ex presidente Jair Bolsonaro, riaccendendo uno dei conflitti politici più profondi del Paese. La decisione, approvata con una maggioranza trasversale, rappresenta un duro colpo per il governo e un segnale della crescente assertività del Parlamento in un contesto politico già polarizzato. La legge in questione introduce una revisione delle norme applicate nei casi di reati contro le istituzioni, prevedendo una riduzione delle pene quando non vi sia stato uso diretto della forza.
I sostenitori della misura affermano che la condanna di Bolsonaro — legata alle accuse di aver alimentato il clima che portò agli attacchi alle sedi del potere nel gennaio 2023 — sarebbe stata “sproporzionata” rispetto al suo ruolo effettivo. Lula aveva posto il veto definendo la legge “un pericoloso precedente” e sostenendo che avrebbe indebolito la capacità dello Stato di difendersi da minacce alla democrazia. L’annullamento del veto ha immediatamente scatenato reazioni contrastanti.
I parlamentari vicini a Bolsonaro hanno celebrato il voto come una vittoria della “giustizia contro la persecuzione politica”, mentre i partiti della coalizione di governo denunciano un tentativo di riscrivere norme fondamentali per convenienza politica. Analisti brasiliani sottolineano che la mossa del Congresso riflette anche un crescente malcontento verso l’esecutivo, accusato da alcuni settori di esercitare un controllo eccessivo sulle istituzioni giudiziarie. La decisione apre ora la strada a una possibile revisione della condanna di Bolsonaro, che potrebbe vedere ridotta la durata della pena. Tuttavia, il processo non sarà immediato: spetterà ai tribunali valutare se e come applicare la nuova normativa.





