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Iran, Trump valuta nuovi attacchi e controllo di Hormuz

Iran, Trump valuta nuovi attacchi e controllo di Hormuz

giovedì, 30 Aprile 2026
2 minuti di lettura

Gli Stati Uniti preparano una possibile escalation militare contro l’Iran mentre il confronto nel Golfo Persico entra in una fase critica. Secondo Axios, il presidente Donald Trump riceverà oggi un briefing dai vertici militari su “nuovi piani d’azione” per sbloccare lo stallo negoziale e infliggere un colpo decisivo.

Tra le opzioni figurano attacchi su vasta scala, un blitz per mettere in sicurezza le scorte di uranio altamente arricchito e la presa di controllo di parte dello Stretto di Hormuz per riaprire la navigazione commerciale. Washington valuta anche lo schieramento del sistema missilistico ipersonico “Dark Eagle”, al possibile primo impiego operativo.

Dopo una telefonata tra Vladimir Putin e Trump, il Cremlino ha avvertito che un’operazione terrestre in Iran sarebbe “inaccettabile e pericolosa”, con “gravissime conseguenze”. Dmitry Medvedev ha aggiunto che Mosca “non ha informazioni” su un programma nucleare militare iraniano.

Blocco navale e petrolio

Il costo della guerra continua a salire: secondo fonti citate da Cnn, la spesa reale per gli Stati Uniti potrebbe raggiungere i 40-50 miliardi di dollari. Tuttavia gli Usa rivendicano l’efficacia della pressione marittima. Il comandante del Centcom, Brad Cooper, ha dichiarato che sono state dirottate oltre 40 navi commerciali e fermate 41 petroliere per circa 69 milioni di barili, privando Teheran di circa 6 miliardi di dollari.
Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha parlato di “quasi mezzo miliardo” di dollari in criptovalute iraniane sequestrate, mentre Washington aumenta la pressione su governi e aziende straniere.
Il Brent ha superato i 125 dollari al barile, con un picco a 126,41, ai massimi dalla metà del 2022, sui timori di una guerra prolungata.

Teheran: “Fallirà”

Da Teheran arrivano segnali di sfida. Il presidente Masoud Pezeshkian ha definito il blocco “contrario al diritto internazionale” e “destinato a fallire”. Il consigliere della Guida Suprema Mohsen Rezaei ha avvertito che l’Iran è pronto anche allo scontro per romperlo. Il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf sostiene che le misure Usa non fermano la produzione ma spingono il petrolio oltre i 120 dollari: “Il problema non è la teoria, ma la mentalità”.

Flotilla e tensione nel Mediterraneo

Al largo di Creta, la Marina israeliana ha intercettato almeno 22 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla dirette verso Gaza. Secondo Tel Aviv, circa 175 attivisti sono stati fermati e trasferiti in Israele. Gli attivisti accusano Israele di aver distrutto i sistemi di navigazione e abbandonato civili in mare: “Questa è pirateria”. Open Arms chiede il ripristino delle comunicazioni e l’attivazione dei soccorsi, denunciando “vite in pericolo”. La Turchia parla di “atto di pirateria”. La Farnesina ha attivato l’Unità di crisi per verificare la presenza di cittadini italiani.

Fronte libanese

Resta alta la tensione tra Israele e Libano. Le Idf hanno annunciato di aver ucciso cinque combattenti di Hezbollah nel sud del Paese. Un drone dal Libano è esploso nel villaggio israeliano di Shomera senza causare vittime.
Secondo Axios, Trump ha chiesto a Benjamin Netanyahu operazioni “chirurgiche” per evitare una nuova guerra su larga scala: “Non può abbattere edifici. È troppo terribile e fa fare brutta figura a Israele”.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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