Un soldato statunitense è stato incriminato con l’accusa di aver intascato oltre 400.000 dollari grazie a una serie di scommesse illegali legate alla possibile cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro. Secondo i documenti depositati presso un tribunale federale, il militare avrebbe puntato ripetutamente su piattaforme online non autorizzate, approfittando di informazioni riservate ottenute durante il servizio. Le autorità sostengono che l’uomo fosse a conoscenza di operazioni sensibili condotte dagli Stati Uniti e da Paesi alleati, e che abbia utilizzato tali dettagli per trarre profitto personale.
Gli investigatori affermano che il soldato avrebbe effettuato decine di puntate nel corso di alcuni mesi, accumulando vincite insolitamente elevate proprio nei giorni in cui circolavano indiscrezioni su possibili sviluppi nelle relazioni tra Washington e Caracas. Le scommesse, secondo l’accusa, sarebbero state mascherate attraverso conti intestati a terzi e criptovalute, nel tentativo di evitare controlli e segnalazioni automatiche.
Il Dipartimento di Giustizia ha definito il caso “un grave abuso di fiducia”, sottolineando che l’uso di informazioni classificate per ottenere guadagni personali rappresenta una violazione diretta dei doveri militari. Il Pentagono ha confermato che il soldato è stato sospeso dal servizio attivo in attesa del processo e che sono in corso verifiche interne per stabilire se altri membri delle forze armate fossero coinvolti o a conoscenza delle attività illecite. Negli ultimi anni, le tensioni tra USA e Venezuela hanno alimentato speculazioni e teorie su possibili operazioni clandestine. Gli analisti sottolineano che il caso potrebbe riaccendere il dibattito sulla regolamentazione delle piattaforme di scommesse e sulla vulnerabilità delle informazioni sensibili in ambito militare. Il soldato, che si è dichiarato non colpevole, rischia ora una condanna pesante per frode, riciclaggio e uso improprio di informazioni riservate.





