Mentre Stati Uniti e Israele preparano una possibile ripresa delle operazioni militari contro l’Iran, Teheran tenta di riaprire un canale diplomatico sullo Stretto di Hormuz. La televisione di Stato iraniana riferisce che alcuni Paesi europei hanno avviato colloqui con Teheran sul transito navale, dopo i contatti con Cina, Giappone e Pakistan. Il presidente della Commissione sicurezza del Parlamento, Ebrahim Azizi, ha intanto annunciato un nuovo sistema di gestione del traffico a Hormuz con “tariffe per servizi specializzati” per i Paesi che collaboreranno con l’Iran. Intanto cresce il rischio di escalation.
Secondo il New York Times e la Cnn, Washington e Tel Aviv starebbero preparando nuovi attacchi contro l’Iran già dalla prossima settimana. Tra le opzioni allo studio vi sarebbero raid contro infrastrutture militari ed energetiche e operazioni delle forze speciali per recuperare uranio altamente arricchito nei siti colpiti a Isfahan. Channel 12 riferisce che Donald Trump dovrebbe decidere entro 24 ore se autorizzare una nuova offensiva. La Cnn sostiene che il presidente americano sia irritato per lo stallo dei negoziati, ma preoccupato dal rischio di un conflitto regionale più ampio.
Lettera al Papa e scontro all’Onu
Teheran continua ad accusare Washington e Israele di aver provocato la crisi nel Golfo. In una lettera a Papa Leone XIV, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha definito “crimini di guerra” gli attacchi israelo-americani, sostenendo che abbiano causato la morte della Guida Suprema Ali Khamenei, di dirigenti politici e militari iraniani e di “3.468 cittadini”, oltre a gravi danni a scuole, ospedali e infrastrutture.
Pezeshkian ha invitato la comunità internazionale a contrastare le richieste “illegali” degli Stati Uniti e ha elogiato le posizioni del Pontefice contro la guerra. L’Iran ha inoltre minacciato conseguenze diplomatiche contro i Paesi che sosterranno la risoluzione americana all’Onu sulla libertà di navigazione a Hormuz. La bozza, sponsorizzata da Stati Uniti e Bahrein e sostenuta anche da Arabia Saudita, Emirati, Qatar e Kuwait, chiede a Teheran di interrompere attacchi, mine e pedaggi alle navi in transito.
Navi sequestrate e petrolio
Nel Golfo continuano operazioni navali e incidenti marittimi. Il Centcom ha dichiarato che dall’inizio del blocco navale americano 78 navi commerciali sono state deviate e quattro fermate. L’agenzia iraniana Tasnim ha annunciato il sequestro nello Stretto di Hormuz di una petroliera straniera con 450 mila barili di petrolio accusata di contrabbando. Donald Trump ha inoltre rivelato che Washington ha autorizzato il passaggio di tre petroliere cinesi cariche di greggio iraniano. “Sono passate perché glielo abbiamo permesso”, ha dichiarato a Fox News. Le tensioni continuano a pesare sui mercati energetici: il Brent ha superato i 109 dollari al barile e il Wti i 105, con rialzi intorno al 4% dopo il vertice di Pechino tra Trump e Xi Jinping.
Posizione italiana
L’Italia insiste sulla necessità di riaprire lo Stretto senza restrizioni e teme le conseguenze economiche della crisi sui prezzi energetici e sul Mediterraneo. Intervenendo allo Europa Gulf Forum in Grecia, Giorgia Meloni ha definito “prioritaria” la libertà di navigazione a Hormuz, sostenendo che “dalla libertà di navigazione passa la prosperità del Mediterraneo, del Golfo e del mondo”. Antonio Tajani ha dichiarato che Roma è pronta a partecipare anche a “una missione navale difensiva” in un quadro giuridico internazionale definito e in presenza di un cessate il fuoco. Il ministro degli Esteri ha collegato la crisi iraniana all’aumento dei prezzi dell’energia, alla sicurezza alimentare e agli approvvigionamenti di fertilizzanti. Secondo diversi media italiani, unità navali occidentali e assetti per la sicurezza marittima sarebbero in rafforzamento tra Mar Rosso e Golfo.
Ucciso capo militare di Hamas
A Gaza Israele ha annunciato l’uccisione di Izz al-Din al-Haddad, capo dell’ala militare di Hamas e considerato uno degli ultimi comandanti coinvolti nell’attacco del 7 ottobre ancora in vita. Hamas ha confermato la morte del dirigente, avvenuta in un raid a Gaza City che avrebbe provocato altri otto morti e trenta feriti. Secondo Israele, Haddad aveva assunto la guida militare del movimento dopo l’uccisione di Mohammed Sinwar e stava tentando di ricostruire le capacità operative di Hamas. I media palestinesi riferiscono che il corpo del dirigente sarebbe stato identificato dai familiari dopo il bombardamento.
Libano, tregua incerta
In Libano, nonostante i tentativi di mediazione per una nuova tregua di 45 giorni, gli scontri continuano. Secondo il ministero della Sanità libanese, nelle ultime 24 ore gli attacchi israeliani hanno causato 18 morti e 124 feriti. Dall’inizio delle ostilità il 2 marzo il bilancio è salito a 2.969 morti e oltre 9.100 feriti.L’esercito israeliano ha annunciato di aver ucciso due militanti di Hezbollah nel sud del Paese, sostenendo che operassero da un edificio usato per il lancio di razzi contro le forze israeliane. Beirut, con il sostegno degli Stati Uniti, continua i colloqui con Israele nel tentativo di raggiungere un cessate il fuoco globale.





