Notte di forte tensione nel Golfo Persico, dove le sirene d’allarme antimissili sono risuonate più volte in Kuwait a seguito di un attacco missilistico iraniano. Secondo fonti militari, i vettori lanciati da Teheran sono stati intercettati dai sistemi di difesa aerea, evitando conseguenze sul territorio kuwaitiano. La televisione di Stato iraniana, citando il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Pasdaran), ha rivendicato l’operazione affermando che i missili erano diretti contro “basi nemiche nella regione” in risposta a quella che Teheran definisce un’aggressione contro Sirik e l’isola di Qeshm. A seguito dell’allerta, alcuni voli diretti in Kuwait sono stati temporaneamente deviati per motivi di sicurezza.
L’offensiva iraniana non ha riguardato soltanto il Kuwait. Attacchi sono stati segnalati anche in Bahrain, dove le autorità hanno attivato le procedure di emergenza e i sistemi di difesa per fronteggiare la minaccia proveniente dall’altra sponda del Golfo.
Botta e risposta
Parallelamente, il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha reso noto di aver abbattuto quattro droni d’attacco unidirezionali iraniani lanciati verso lo Stretto di Hormuz. Secondo Washington, i velivoli senza pilota rappresentavano una minaccia immediata per la navigazione e per la sicurezza delle infrastrutture strategiche della regione. In risposta, le forze statunitensi hanno effettuato raid definiti “difensivi” contro postazioni radar di sorveglianza costiera iraniane situate a Goruk e sull’isola di Qeshm. L’obiettivo dell’operazione, spiegano fonti americane, era ridurre la capacità di Teheran di coordinare ulteriori attacchi contro il traffico marittimo e le installazioni alleate nel Golfo.





