0

Meloni: “Le tensioni geopolitiche frenano la crescita”. Al Senato il piano su salari, Sud e nucleare

Nel premier time il Presidente del Consiglio difende la linea economica del Governo, respinge le accuse del Pd sul “Paese reale” e apre al dialogo con Calenda. Scontro con Renzi dopo il paragone con la “famiglia Addams”
giovedì, 14 Maggio 2026
2 minuti di lettura

Le tensioni geopolitiche sono entrate nel premier time al Senato per diventare il punto di partenza scelto ieri da Giorgia Meloni per difendere la linea del Governo su economia, energia e salari. Il Presidente del Consiglio ha parlato di un quadro internazionale “particolarmente complesso”, destinato a incidere sulla crescita, sui costi energetici, sulla competitività delle imprese e sul potere d’acquisto delle famiglie. Un contesto nel quale, ha detto, dovrebbe esserci “meno spazio per la polemica” e più confronto sulle questioni strategiche per l’Italia. Il Premier ha rivendicato la stabilità dell’esecutivo, ma come uno strumento e non come un traguardo: “La stabilità è necessaria perché consente di realizzare una visione”, le sue parole in Aula. La visione indicata resta quella già seguita dall’esecutivo: rafforzare il potere d’acquisto, sostenere le imprese che assumono e investono, aiutare famiglie e natalità.

Sul tema dei salari il Primo Ministro ha respingo le critiche dell’opposizione e ha accusato chi le muove di dimenticare gli anni in cui l’inflazione è esplosa. Secondo Meloni il Governo è intervenuto sul taglio del costo del lavoro e sulla contrattazione collettiva. Gli stipendi, ha riconosciuto, restano bassi, ma la strada scelta è diversa dal salario minimo proposto dalle opposizioni, che a suo giudizio rischia di trasformarsi in una soglia al ribasso.

Conti pubblici

La stessa linea è stata difesa sui conti pubblici. Meloni ha negatol’accusa di austerità e ha rivendicato tagli fiscali, investimenti, interventi sulle pensioni più basse e aiuti alle famiglie. Poi ha puntato il dito contro il Superbonus, indicato come la causa dell’aumento del rapporto debito-Pil: 174 miliardi, quattro volte più del previsto: “Nel 2027 finiremo di pagarlo, quando sarà finito il nostro mandato”. Tra i dossier richiamati c’è anche il Pnrr. Il Premier ha citato i 153 miliardi già incassati dall’Italia e ha annunciato la liquidazione della nona rata nelle prossime settimane. Al 31 marzo, ha quindi aggiunto, la spesa certificata ha raggiunto 117 miliardi, pari al 76% del totale.

Nel confronto ha trovato spazio anche il Sud. Meloni ha parlato del Mezzogiorno come di “un’opportunità da cogliere” e ha rivendicato la Zes unica come esempio della strategia fondata su investimenti, semplificazione, lavoro e infrastrutture. In due anni, le sue parole, sono stati autorizzati e in parte sostenuti oltre 1.300 investimenti, per circa 55 miliardi di volume d’affari. Accanto alla Zes, il Presidente ha citato ‘Resto al Sud’ e il piano strategico affidato a una cabina di regia.

Emigrazione e dialogo

Resta aperto anche il nodo dell’emigrazione giovanile, definita un fenomeno strutturale. Per Meloni restare in Italia deve tornare a essere “una scelta competitiva” e non “un atto di coraggio”. Il problema, ha però aggiunto, pesa soprattutto sul Mezzogiorno, dove il Governo punta a creare condizioni più favorevoli per imprese e occupazione. Sul fronte energetico arriva l’annuncio più netto. Entro l’estate sarà approvata la legge delega per la ripresa della produzione di energia nucleare in Italia. Poi toccherà ai decreti attuativi costruire il quadro legislativo. Per Meloni la scelta serve a ridurre una dipendenza energetica che “diventa sempre più pericolosa”.

Il Primo Ministro ha ha aperto anche al dialogo con le opposizioni: “Le porte del Governo e quelle mie personali sono e saranno sempre aperte a chi ha voglia di confrontarsi nel merito delle questioni”, ha detto rispondendo a Carlo Calenda, che ha ringraziato per la disponibilità. Sulla proposta di una cabina di regia per le priorità del Paese, Meloni si è detta disponibile, ma ha ricordato che in passato la maggior parte dell’opposizione non ha mostrato la stessa apertura.

Paese reale

Non mancano i passaggi più politici. Al Pd, che l’ha incalzata sul “Paese reale”, il Premier ha replicato con un riferimento alla propria vita quotidiana: “Sono andata a fare la spesa al supermercato sabato scorso, non rinuncio a stare in mezzo alla gente”. Una risposta diretta al Senatore Francesco Boccia, con cui Meloni ha rivendicato il rapporto con gli italiani e ha sostenuto di percepire ancora “tanto affetto” intorno al governo. Più duro il confronto con Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva ha respingo l’accusa di avere insultato il Premier e ha rivendicato il paragone con la “famiglia Addams”, precisando che, al limite, “si potrebbero offendere Morticia o lo zio Fester”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“Unità per avvenire più ricco. Stop a tutte le guerre”

“Oggi Costituzione, Inno e Tricolore simboleggiano la Repubblica. Più vero…

“Una pace negoziata è meglio di una guerra senza fine”

“Una pace negoziata è meglio di una guerra senza fine”.…