Il 2026 si è aperto con un ritmo sostenuto sul fronte dei pensionamenti e con assegni medi più alti rispetto all’anno precedente. I nuovi dati diffusi ieri dall’Inps hanno confermatoinfatti che il sistema previdenziale italiano ha continuato a registrare un numero rilevante di nuove prestazioni, mentre è aumentato il valore medio mensile dei trattamenti liquidati. Secondo l’Osservatorio sul monitoraggio dei flussi di pensionamento, aggiornato al 2 aprile, nei primi tre mesi dell’anno sono entrate in pagamento 211.524 nuove pensioni, con un importo medio iniziale di 1.285 euro al mese. Un dato che supera quello registrato nel 2025, quando il totale delle pensioni con decorrenza nell’anno era stato pari a 880.139, con un assegno medio di 1.221 euro.
Sale l’importo medio
Il confronto tra i due periodi richiede comunque prudenza. L’Istituto previdenziale ha precisato che i numeri relativi al 2025 risultano più consolidati, perché comprendono anche pensioni liquidate successivamente, ma con decorrenza riferita a quell’anno. I dati del 2026, invece, comprendono soltanto le pratiche definite entro il 2 aprile con decorrenza entro marzo e saranno quindi aggiornati nei prossimi mesi. Resta però evidente la crescita dell’importo medio delle nuove prestazioni.
Numeri importanti
Nel dettaglio tra gennaio e marzo 2026 le pensioni di vecchiaia rappresentano la quota più ampia, con 64.513 assegni. Seguono le pensioni anticipate, che raggiungono 56.004 trattamenti, segnale di un utilizzo ancora rilevante dei canali di uscita prima dell’età ordinaria. Le pensioni ai superstiti si attestano a 53.502, mentre quelle di invalidità arrivano a 10.461. Anche nel 2025 il peso maggiore si era concentrato sulle stesse categorie. Le pensioni di vecchiaia avevano toccato quota 278.640, quelle anticipate 212.972, i trattamenti ai superstiti 230.046, mentre le pensioni di invalidità erano state 60.276.
Per quanto riguarda le diverse gestioni previdenziali, il volume più consistente continua a fare capo al Fondo pensioni lavoratori dipendenti (Fpld), che nei primi tre mesi del 2026 ha totalizzato87.312 nuove pensioni, dopo le 346.879 registrate nell’intero 2025. Seguono la gestione dei dipendenti pubblici con 23.006 nuove prestazioni, gli artigiani con 21.682, i commercianti con 19.122, i fondi speciali con 13.065 e i parasubordinati con 11.826. Per coltivatori diretti, coloni e mezzadri il dato si ferma a 8.467 assegni.
Resta rilevante anche il numero degli assegni sociali, misura destinata alle fasce economicamente più fragili. Nel primo trimestre del 2026 sono stati 27.044, mentre nel 2025 avevano raggiunto 98.205 unità.
Fronte istituzionale
Intanto ieri il Presidente dell’Inps Gabriele Fava ha ricevuto il San Giorgio d’Oro, massima onorificenza civica conferita dalla Reggio Calabria. La cerimonia si è svolta al Teatro Comunale Francesco Cilea, dove è stato riconosciuto il percorso avviato alla guida dell’Istituto.
Nella motivazione si richiama “l’eccezionale impegno profuso nel guidare l’Inps, pilastro del welfare nazionale, verso una dimensione di modernità, efficienza e prossimità”, con particolare riferimento alla semplificazione amministrativa, alla digitalizzazione dei servizi e alla tutela dei diritti dei cittadini.
Il conferimento del premio valorizza il processo di trasformazione avviato negli ultimi due anni, durante i quali l’Istituto ha accelerato sull’innovazione tecnologica, sull’impiego dell’intelligenza artificiale e su una presenza più vicina a famiglie, imprese e territori. Nel riconoscimento trova spazio anche il legame personale di Fava con la Calabria e con il Mezzogiorno, indicato come elemento di attenzione costante al rapporto tra Stato e cittadini e alla crescita del Paese.





