Un nuovo rapporto indipendente ha acceso un allarme politico a Londra: la crescente dipendenza della Gran Bretagna dal gruppo tecnologico statunitense Palantir per la gestione dei dati sanitari nazionali rappresenterebbe una “debolezza inaccettabile” per la sicurezza del Paese. Il documento, redatto da esperti di cybersecurity e governance pubblica, avverte che l’infrastruttura digitale del NHS rischia di diventare troppo intrecciata con un unico fornitore straniero, limitando la capacità del governo di controllare e proteggere informazioni altamente sensibili.
Secondo il rapporto, l’affidamento a Palantir del nuovo Federated Data Platform, un sistema che centralizza enormi quantità di dati clinici, crea un punto di vulnerabilità strategica: eventuali controversie politiche con Washington, problemi contrattuali o attacchi informatici potrebbero avere ripercussioni immediate sulla capacità operativa del servizio sanitario.
Gli autori sottolineano inoltre che la complessità del software di Palantir rende difficile per il governo sostituirlo rapidamente, aumentando il rischio di “lock‑in tecnologico”. Le critiche non riguardano solo la sicurezza.
Alcuni parlamentari, soprattutto dell’opposizione, denunciano la mancanza di trasparenza nei contratti e temono che l’uso di un’azienda con una lunga storia di collaborazioni con agenzie di intelligence statunitensi possa minare la fiducia dei cittadini nella gestione dei propri dati sanitari.
Il governo, dal canto suo, respinge le accuse e sostiene che Palantir sia stata scelta per la sua capacità di integrare sistemi complessi e migliorare l’efficienza del NHS. Il dibattito arriva in un momento delicato, con il sistema sanitario sotto pressione e il governo alla ricerca di soluzioni tecnologiche per ridurre liste d’attesa e costi operativi.





