domenica, 7 Marzo, 2021
Economia

Tempeste di ghiaccio. Coldiretti: 46 violente grandinate in 10 giorni, così migliaia di imprese agricole hanno perso i raccolti

Quarantasei violente tempeste di ghiaccio nella prima decade di giugno. È il calcolo delle grandinate unite a temporali che in questi giorni di forte instabilità atmosferica in più regioni hanno messo in ginocchio le imprese agricole. “Con l’ultima ondata di maltempo, cresce il conto dei danni provocati all’agricoltura da un pazzo giugno durante il quale si contano quasi cinque violente grandinate al giorno che hanno colpito a macchia di leopardo il territorio nazionale”. Mette in evidenza un’analisi della Coldiretti che ha rilevato in Italia ben 46 violente tempeste di ghiaccio nella prima decade di giugno. Oltre ai danni preoccupata l’intensificarsi dei nubifragi così violenti che i campi diventano un pantano con il costante rischio di esondazione di fiumi e corsi d’acqua. I fenomeni sono in aumento del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno sulla base della banca dati europea sugli eventi estremi (ESWD).

“Del tutto inconsuete anche le dimensioni del fenomeno con la diffusa caduta di chicchi di grandine grossi come noci”, rivela la Coldiretti, “che ha offerto scenari suggestivi, da nevicata alla vigilia dell’estate, con strade e piazze completamente imbiancate, come è accaduto per le calli di Venezia o nelle spiagge sul lungomare dell’adriatico.

Ma si contano soprattutto pesanti danni nelle città e nelle campagne dal Piemonte al Veneto, dalla Lombardia al Friuli, dall’Emilia Romagna alle Marche, dall’Umbria alla Toscana fino alla Puglia”. L’avversità più temuta dagli agricoltori proprio per la sua furia devastatrice è la grandine capace in pochi attimi di azzerare il lavoro di un anno.

“La grandine è infatti l’evento atmosferico più temuto dagli agricoltori in questa stagione perché i chicchi si abbattono sulle produzioni provocando danni irrimediabili e mandando in fumo un intero anno di lavoro. A essere colpiti”, ricorda la Coldiretti, “sono frutteti, vigneti, ortaggi, mais, pomodoro, tabacco ma sono segnalate anche serre sventrate, campi allagati e frane e smottamenti con milioni di euro di danni nelle campagne”.

Le precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d’acqua e ghiaccio si abbattono su un territorio reso fragile dal dissesto idrogeologico con 7.275 i comuni italiani complessivamente a rischio per frane o alluvioni (il 91,3% del totale).

“Siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici”, sottolinea la Confederazione, “anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio”, conclude la Coldiretti, “tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne”.

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