venerdì, 29 Marzo, 2024
Società

Diritto all’oblio oncologico. Gregorini (Cna): serve una legge. Con Impresa donna una grande famiglia unita sui valori

“Ci impegneremo e con tutte le nostre forze, perché la Cna non è solo una grande associazione di rappresentanza. È un grande cuore pulsante di umanità”. È l’accorato appello del segretario generale, Otello Gregorini, lanciato durante l’evento “In rete per la vita”, organizzato da Cna Impresa Donna. L’obiettivo è spingere il Parlamento ad approvare “la proposta di legge per il diritto all’oblìo oncologico presentata nello scorso ottobre”. “Tanto più che a febbraio del 2022 una risoluzione del Parlamento europeo ha chiesto agli Stati membri di garantire entro il 2025 questo diritto agli ex pazienti dopo che siano trascorsi almeno dieci anni dalla fine del trattamento”, sottolinea Otello Gregorini, “Ci impegneremo e con tutte le nostre forze”.

Gli ambasciatori in Rosa

“In rete per la vita”, si è tenuto nell’Auditorium della sede nazionale di Cna ed è stata l’occasione sia per presentare la squadra di Cna Impresa Donna che parteciperà alla Race for the cure di Roma il prossimo 7 maggio (la competizione organizzata da Komen Italia per la raccolta di fondi finalizzata alla cura e alla prevenzione del tumore al seno) sia il momento in cui Cna Impresa Donna ha ricevuto il Premio Ambasciatori in Rosa Komen Italia. Un’importante occasione per parlare di tutte le difficoltà incontrate dalle imprenditrici nel momento della malattia.

Imprenditoria e volontariato

Ad aprire la giornata il saluto del presidente nazionale Cna Dario Costantini, che ha ringraziato le donne della Cna per il lavoro svolto nell’organizzare la Race for the cure, sottolineando come il tempo sia un fattore fondamentale quando si vuole coniugare l’attività imprenditoriale e quella di volontariato.

Garantire cure di eccellenza

Il professor Riccardo Masetti, che si è simpaticamente definito un artigiano oncologo della chirurgia, ha parlato delle iniziative per portare la prevenzione nei luoghi dove arriva con più difficoltà, dell’importanza di garantire alle pazienti cure oncologiche di eccellenza e supporti adeguati a superare meglio le problematiche collaterali, delle azioni attivate, anche in coordinamento con le istituzioni, per accompagnare i malati oncologici nel loro percorso.
Ospite della giornata, la showgirl Carolina Marconi, che con la sua toccante testimonianza ha trattato delle paure e delle rivoluzioni che investono le abitudini di vita e la routine sia domestica sia lavorativa nel momento in cui si scopre di avere un problema oncologico.

No alle discriminazioni

“Poi ho pensato al mio dopo”, ha commentato Carolina Marconi, “a riprendere la mia vita come imprenditrice, a sognare di avere una casa, un figlio. Però ho scoperto che tutto questo non è possibile in Italia, perché non esiste la legge dell’oblio oncologico. Ci sono, in Italia, più di un milione di persone guarite dal cancro, che non possono accedere ad alcun servizio finanziario, come mutui, assicurazioni, prestiti bancari, perché le persone devono dichiarare le neoplasie da cui sono state affette in passato, e di conseguenza vengono classificate come clienti ‘a rischio’. È stata lanciata”, ricorda Carolina Marconi, “una campagna di raccolta firme per una proposta di legge in materia di parità di trattamento, non discriminazione e garanzia del diritto all’oblio delle persone guarite da patologie oncologiche, che ancora non è stata approvata e che darebbe soluzione al problema. Noi vogliamo vivere il nostro dopo”.

Una grande famiglia

A seguire, Mariella Triolo, presidente di Cna Impresa Donna ha presentato la squadra di Cna Impresa Donna per la Race for the cure che concorrerà alla manifestazione di Roma il prossimo 7 maggio. “Quando una donna è colpita dal tumore al seno”, ha sottolineato Triolo, “ha bisogno di sostegno e in questo la Cna vuole essere una parte fondamentale. Siamo fortunati perché nella nostra Confederazione ci sono tante professionalità che possono creare una rete di supporto, ognuna nella loro specifica competenza. Noi di Cna Impresa Donna”, ha concluso Mariella Triolo, “siamo una famiglia e abbiamo pensato che il miglior modo per sensibilizzare a questo tema è di concorrere con una squadra”.

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