giovedì, 26 Maggio, 2022
Esteri

Le aziende manifatturiere europee e statunitensi lasciano l’Asia

Il processo di regionalizzazione della globalizzazione sta riportando il Mediterraneo al centro dei commerci marittimi. L’accorciamento delle supply chain spinge il reshoring, cioè l’avvicinamento degli impianti produttivi, ai mercati nei quali i prodotti sono destinati. Il 60% delle aziende manifatturiere europee e statunitensi prevede nei prossimi tre anni di far rientrare parte della propria produzione asiatica in Europa e negli Stati Uniti a causa della fragilità evidenziate da molte supply chain globali.

Nel 2021 si sono registrati 171 casi di reshoring che hanno interessato aziende italiane, appena meno della Francia, che ha avuto 174 casi, e ben più dei 122 casi di aziende inglese e dei 98 di aziende tedesche. Per quanto riguarda l’Italia, Il 44% del reshoring proviene da imprese localizzate nel Far East, di cui il 33% dalla Cina, un altro 22% proviene dall’Europa orientale e dalla Russia. L’accorciamento delle catene di fornitura globali aumenta anche lo short sea shipping, cioè i trasporti marittimi a breve raggio, di cui l’Italia è il leader nel Mediterraneo, con 286,7 milioni di tonnellate trasportate nel 2021.

I traffici commerciali marittimi di breve raggio consentano vantaggi di mercato, con un trasporto più adeguato alle esigenze del commercio regionale, ma anche vantaggi strategici, perché aiuta le esigenze di internazionalizzazione delle imprese, anche quelle medio-piccole, senza considerare la riduzione di emissioni inquinanti. Per sfruttare la leadership italiana nella short sea shipping mediterraneo, secondo SRM, il nostro Paese dovrebbe puntare a sviluppare e a valorizzare le otto zone economiche speciali (ZES), tutte nel Mezzogiorno, che mirano ad attrare investimenti, efficientare le risorse pubbliche, rafforzare la strategia tra industria e logistica, favorire il reshoring e lo sviluppo dell’ultimo miglio delle attività industriali. L’obiettivo di lungo periodo è quello di creare un sistema portuale più competitivo, in linea con gli altri Paesi mediterranei, grazie anche alla realizzazione di una rete di collegamenti fra i porti, i retroporti e l’industria manifatturiera.

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