sabato, 2 Dicembre, 2023
Economia

Energia, maxi bollette. Nuovo impegno del Governo

Studio Cgia

Uno sforzo del Governo, che ha già messo sul tavolo 10 miliardi, che solo in parte arginerà i rincari stellari del gas. È la conclusione di calcoli e proiezioni realizzata dalla società Cgia di Mestre (specializzata in analisi socio finanziarie). “A fronte di un rincaro di luce e gas che per l’anno in corso sarà di 89,7 miliardi, il tasso di copertura supera di poco il 6 per cento”. Per le Associazioni di categoria il 2022 rischia di diventare un anno difficilissimo con un prevedibile tracollo economico per le imprese.

L’impegno del Governo

L’esecutivo del premier Draghi ha per il primo trimestre 2022 già deciso di erogare ben 5,5 miliardi di euro di aiuti a famiglie e imprese per contrastare il caro bollette, “l’importo”, secondo i calcoli del Centro studi della Cgia, “rimane, purtroppo, del tutto insufficiente a mitigare i costi addizionali che dovranno subire quest’anno gli utenti domestici e non. Appare evidente che bisogna fare molto di più”. Finora il Governo Draghi ha approvato una serie di misure per mitigare gli aumenti delle tariffe energetiche che ammontano complessivamente a 10,2 miliardi: 4,7 sono stati erogati per la seconda parte del 2021, altri 3,8 sono stati introdotti con la legge di Bilancio 2022 a cui si aggiungono 1,7 miliardi stanziati per decreto. Sebbene la cifra in termini assoluti sia molto significativa, la percentuale di abbattimento dei costi addizionali in capo a famiglie e imprese prevista nel 2022 è comunque contenutissima, ossia è al 6 per cento.

Tariffe e debito pubblico

“È evidente”, segnala la Cgia, “che con un debito pubblico che si attesta attorno al 155 per cento del Pil è molto rischioso produrre ancora nuovo deficit. Ma è altrettanto vero che se non verranno trovate nuove risorse in grado di calmierare le bollette energetiche, molte attività imprenditoriali non reggeranno questi aumenti di costo e i soldi pubblici risparmiati dovranno essere spesi per pagare le Cig o l’indennità di disoccupazione ai lavoratori che si troveranno senza lavoro”.

I maggiori costi

Gli analisti stimano che gli aumenti energetici relativi al 2022 per luce e gas toccheranno 89,7 miliardi.
Secondo un calcolo della Cgia nel 2022 famiglie e imprese subiranno un aumento del prezzo delle tariffe energetiche saranno ripartire in 30,8 saranno in capo alle famiglie e 58,9 miliardi alle imprese.

Famiglie e imprese i calcoli

È stato elaborato anche il livello di maggior spesa famigliare e delle imprese. Per le prime sono state prese in considerazione le previsioni elaborate a fine 2021 da Nomisma Energia. Al netto di tutte le misure di mitigazione messe in campo dal Governo Draghi, secondo l’istituto di ricerca bolognese una famiglia media italiana pagherà nel 2022 complessivamente 1.200 euro in più. Pertanto, a fronte di 25,7 milioni di famiglie presenti nel Paese, l’incremento di prezzo per le utenze domestiche si dovrebbe attestare sui 30,8 miliardi di euro. Per quanto concerne le imprese, invece, “si è ipotizzato”, fanno presente i ricercatori, “che per l’anno in corso i consumi di energia elettrica e del gas eguaglieranno gli stessi registrati nel 2019 (anno pre-pandemia). Si è inoltre stimata per il 2022 una tariffa media dell’energia elettrica per le imprese pari a 150 euro per MWh”. Si segnala, infatti, che le principali istituzioni prevedono sia per l’energia elettrica sia per il gas una progressiva (anche se non velocissima) riduzione del costo nel corso di tutto il 2022. Il rincaro delle bollette della luce, pertanto, costerà quest’anno alle imprese 35,8 miliardi di euro.

Il gas va al massimo

In riferimento al gas, per l’anno in corso si è stimata una tariffa media pari a 70 euro per MWh. “Queste ipotesi ci hanno permesso di calcolare”, sottolinea il Centro studi, “per il 2022 un incremento di prezzo in capo alle utenze non domestiche pari a 23 miliardi”. Un livello mai raggiunto prima.

Imprese a rischio stop

Secondo l’approfondimento condotto dall’Ufficio studi nelle settimane scorse, sono quasi 1,8 milioni gli addetti che in Italia lavorano nei settori cosiddetti energivori 2. “Se questi aumenti di prezzo dovessero perdurare”, calcola la Cgia, “per una buona parte di quest’anno, non è da escludere che 500 mila rischiano, anche temporaneamente, di rimanere a casa”.

Rialzi “spaventosi”

Tra maggio e dicembre 2021 gli aumenti di prezzo delle componenti energetiche sono stati “spaventosi: + 302 per cento per l’energia elettrica e + 346 per cento per il gas”, ricorda la Cgia. “Se prima dell’estate il prezzo si aggirava attorno ai 70 euro per megawattora, a fine anno è schizzato a quota 281,2 euro. Ancor più marcato l’incremento di prezzo registrato dal gas. Se a maggio il costo era di 25,4 euro per megawattora, sette mesi dopo è salito a 113,3 euro”.

Salve le imprese a tariffa fissa

Va comunque segnalato che non tutti hanno subito questi rincari stellari. Le aziende che prima dell’estate possedevano un contratto con il proprio fornitore a tariffa fissa, ad esempio, si sono “salvate”. Per contro, coloro che avevano in essere un contratto a tariffa variabile non hanno avuto scampo: gli aumenti di costo hanno messo a dura prova gli equilibri di bilancio.

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