Nell’economia americana “a forma di K” — dove chi ha redditi più alti è tornato a spendere con facilità mentre chi guadagna fa meno fatica a recuperare — c’è una generazione che non segue affatto la regola. Secondo un nuovo rapporto di Bank of America, la Generazione Z sta aumentando la spesa in tutte le fasce di reddito, non solo per prestiti studenteschi o rate dell’auto, ma anche per viaggi, cosmetici, caffè, gioielli e piccoli lussi quotidiani. Per gli esperti, la spiegazione è culturale prima che economica. La Gen Z è cresciuta durante e dopo la pandemia, in un mondo dove comprare online era la norma e i social mostravano vite “perfette” da imitare. Il risultato è una generazione che ha interiorizzato una mentalità YOLO ( You Only Live Once), ovvero ‘si vive una volta sola’.
Il rapporto di Bank of America definisce queste abitudini come “spese per piccoli piaceri”: viaggi brevi, cosmetici, bevande sfiziose. Per l’economista Taylor Bowley, concedersi un piccolo lusso è diventato un modo per gestire l’incertezza: “La capacità di concedersi qualche sfizio anche quando le cose sembrano irraggiungibili è ancora molto diffusa.” Eppure, nonostante il mercato del lavoro difficile per i neoassunti, la Gen Z è la generazione più ottimista.
Secondo la professoressa Corey Seemiller della Wright State University, questo deriva in parte dalla giovane età, ma anche dal contesto storico: chi è cresciuto tra recessioni, pandemia e instabilità politica vede il 2026 come un periodo relativamente stabile. “Per la Gen Z non esiste un ‘prima’: hanno solo il presente come punto di riferimento”, spiega.
Un altro elemento chiave è la flessibilità lavorativa. I giovani sanno di poter integrare il reddito con lavori immediati, come fare consegne per DoorDash. Questa consapevolezza crea una rete di sicurezza emotiva che alimenta l’ottimismo — e la spesa. La Gen Z, insomma, non sta ignorando l’economia a forma di K: la sta riscrivendo, trasformando il consumo in una forma di resilienza.





