Una delle figure democratiche più influenti della Virginia finisce al centro di una pesante inchiesta federale. La senatrice statale L. Louise Lucas, 82 anni, critica dichiarata del presidente Donald Trump, si è consegnata alle autorità ed è stata incriminata nell’ambito di una presunta organizzazione criminale legata alla distribuzione di marijuana, al riciclaggio di denaro e alla corruzione. Con lei sono accusate altre sei persone, tra cui due figlie e un nipote.
Secondo l’atto d’accusa federale, Lucas avrebbe guidato un sistema che sfruttava un’attività nel settore della cannabis e la sua influenza politica per favorire gli interessi economici propri e dei familiari. I procuratori sostengono che l’organizzazione abbia acquistato e distribuito almeno 100 chilogrammi di marijuana e che la senatrice abbia cercato di utilizzare il proprio ruolo istituzionale per proteggere l’attività dalle indagini e influenzare la legislazione a proprio vantaggio. Il Dipartimento di Giustizia parla di uno schema durato cinque anni e valutato circa 4,5 milioni di dollari.
Lucas, eletta per la prima volta al Senato della Virginia nel 1991 e oggi presidente pro tempore, deve rispondere di cinque degli otto capi d’accusa complessivi contenuti nell’incriminazione. La senatrice respinge però ogni accusa e promette battaglia. In una dichiarazione sui social ha ricordato di essere cresciuta durante l’epoca delle leggi Jim Crow e ha accusato il governo federale di aver scatenato tutto il proprio peso contro una «bisnonna di 82 anni», assicurando di non avere intenzione di fermarsi.
A rendere il caso ancora più esplosivo è la vicinanza delle elezioni di metà mandato. Il procuratore generale Todd Blanche ha negato qualsiasi intento politico, sottolineando che Lucas non è candidata e che l’indagine era iniziata prima dell’attuale amministrazione. «Non facciamo vendette politiche», ha affermato. Lo scontro arriva dopo mesi di forte esposizione politica della senatrice, protagonista anche della battaglia democratica per ridisegnare i collegi congressuali della Virginia. Ora, però, il confronto più difficile per Lucas non sarà nelle aule parlamentari, ma davanti alla giustizia federale.





