Si arricchisce di nuovi particolari l’indagine federale che coinvolge la deputata statunitense Ilhan Omar, una delle figure più note dell’ala progressista del Partito Democratico. Al centro della vicenda vi sarebbe un messaggio familiare rinvenuto sul telefono di una parente della parlamentare, elemento che avrebbe contribuito a convincere un giudice federale ad autorizzare una perquisizione nella residenza della deputata a Washington.
Secondo ricostruzioni diffuse da diversi media americani, gli investigatori starebbero esaminando documenti e comunicazioni nell’ambito di un’inchiesta riguardante le modalità con cui Omar e alcuni membri della sua famiglia ottennero il trasferimento e la successiva naturalizzazione negli Stati Uniti negli anni Novanta, dopo essere fuggiti dalla guerra civile che devastò la Somalia.
La perquisizione, effettuata nei giorni scorsi da agenti federali, avrebbe portato al sequestro di numerosi dispositivi elettronici, documenti personali e altri materiali considerati potenzialmente rilevanti per l’indagine. Tra gli oggetti acquisiti figurerebbero telefoni cellulari, computer, taccuini e il passaporto della deputata. Gli investigatori ritengono che tali elementi possano aiutare a chiarire alcuni aspetti della vicenda migratoria della famiglia.
Le autorità avrebbero inoltre raccolto ulteriori prove attraverso attività investigative preliminari, comprese operazioni destinate a verificare l’identità biologica di alcuni componenti del nucleo familiare. Secondo fonti vicine all’inchiesta, il materiale raccolto potrebbe essere sottoposto all’esame di un gran giurì federale, chiamato a valutare se esistano gli estremi per eventuali incriminazioni.
La vicenda ha immediatamente assunto una forte dimensione politica. I collaboratori di Omar respingono infatti ogni accusa e sostengono che l’indagine sia motivata da ragioni ideologiche piuttosto che da elementi concreti. Secondo il suo entourage, la deputata sarebbe da anni oggetto di attacchi politici da parte dei suoi avversari e le attuali iniziative rappresenterebbero una prosecuzione di tale conflitto.





