Credito d’imposta sul gasolio, sospensione dei canoni di leasing e nuove tutele contrattuali per gli autotrasportatori. Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri il tanto atteso decreto di sostegno al settore, con oltre 105 milioni di euro di risorse aggiuntive per il carburante, dopo l’accordo raggiunto dal Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini con le associazioni di categoria. Una risposta alle difficoltà delle imprese, soprattutto quelle più piccole e dei padroncini, mentre le proteste dei Tir che hanno interessato il Sud iniziano a rientrare. Ma Giorgia Meloni, nel videomessaggio diffuso dopo il Cdm di ieri mattina, ha messo in chiaro che il confronto non può trasformarsi in una prova di forza: “Questo Governo rispetta pienamente chi vuole manifestare, ascolta chi chiede aiuto nel rispetto delle regole, però abbiamo anche il dovere di far rispettare le leggi dello Stato e di non farci ricattare da chi usa la violenza come strumento di pressione”.
Il provvedimento destina altri 45,2 milioni al credito d’imposta per il gasolio acquistato tra marzo e agosto 2026, che si sommano ai 21,2 milioni già previsti dal decreto sul bollo, mentre ulteriori 60 milioni copriranno le spese dal 1° settembre al 5 ottobre. Il Viceministro Edoardo Rixi ha spiegato che le nuove norme consentono di portare da 430 a 480 milioni il plafond relativo al periodo marzo-agosto, oltre a prorogare l’utilizzo dei crediti ai primi mesi del 2027: “I crediti saranno già disponibili dalla settimana prossima”, ha assicurato Rixi, mentre Meloni ha precisato che il ministero ha già avviato i pagamenti e che le verifiche arriveranno successivamente, senza costringere le aziende ad attendere i tempi della burocrazia. Da novembre saranno inoltre sbloccati i pagamenti arretrati per il trasporto via mare.
Leasing sospesi e rincari da dividere con i committenti
Per le imprese che devono fare i conti con rate e costi crescenti arriva la possibilità di sospendere fino al 31 marzo 2027 i canoni di leasing dei veicoli in scadenza tra novembre 2026 e marzo 2027. Una misura pensata soprattutto per le aziende più piccole, che spesso non dispongono della liquidità necessaria ad assorbire gli aumenti. Rixi ha richiamato anche le difficoltà degli operatori esclusi dal credito d’imposta, riservato ai mezzi Euro 5 e superiori e ai veicoli oltre le 7,5 tonnellate. Per i contratti non scritti sarà possibile trasferire in fattura il differenziale del costo del gasolio, così da ripartire il rincaro tra trasportatore e committente.
Meloni contro i blocchi
Il Premier ha ringraziato le associazioni che hanno scelto la trattativa e revocato le manifestazioni, ma ha denunciato quanto accaduto nelle zone dove alcuni autotrasportatori hanno continuato a fermare la circolazione: “Minacciano chi vuole lavorare, tagliano le gomme ai camion dei colleghi. Questa non è protesta, è intimidazione, e l’intimidazione non la tolleriamo”. Meloni ha quindi chiesto al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di garantire la libera circolazione e i rifornimenti alle attività commerciali, anche per scongiurare aumenti dei prezzi. Il Governo, ha avvertito, utilizzerà gli strumenti previsti dalla legge, comprese le norme del Decreto sicurezza sul blocco stradale: “Chi vuole lavorare deve poterlo fare e lo Stato deve garantirlo”.
Sicilia e Calabria, i Tir fermano la protesta
In Sicilia gli autotrasportatori dell’Aias hanno revocato i blocchi sull’autostrada Messina-Catania, davanti al porto di Palermo e lungo altre strade dell’isola dopo un incontro in Prefettura a Catania. Il Presidente Giuseppe Richichi ha spiegato che la decisione è arrivata dopo aver ricevuto rassicurazioni sulla partecipazione dell’associazione ai tavoli nazionali. Anche in Calabria Fedralog ha sospeso l’astensione, una scelta definita “sofferta, ma meditata”, per dare fiducia al Governo. L’appuntamento decisivo sarà il 27 ottobre, quando è previsto un incontro con Salvini: in assenza di risposte adeguate, la federazione minaccia un corteo di mezzi verso Roma.
Napoli, prosegue la protesta
A Napoli la mobilitazione è proseguita nonostante il decreto del Governo. Decine di camion hanno attraversato a passo lento l’area portuale, con rallentamenti lungo via Marina e nei pressi del varco Bausan. È restato attivo il presidio di via Argine, dove i mezzi fermi hanno ostacolato l’uscita delle autocisterne e provocato difficoltà nei rifornimenti di carburante. Sciolto, invece, il blocco sulla Domitiana, all’altezza di Mondragone.
Intanto la Commissione di Garanzia sugli scioperi ha espresso forte preoccupazione per le interruzioni della viabilità, attuate in violazione delle regole di settore, e per le conseguenze sull’approvvigionamento dei beni di prima necessità. Il Garante ha ravvisato un “pericolo grave e imminente” per i diritti costituzionali dei cittadini, dalla salute alla sicurezza fino alla libera circolazione, e si è riservato interventi di propria competenza per assicurare la ripresa delle consegne e dei servizi essenziali. E sulla prosecuzione delle proteste è intervenuto anche Rixi il quale ha prospettato il ricorso alla precettazione come misura estrema qualora i blocchi dovessero proseguire nonostante gli stanziamenti decisi dall’esecutivo.
Aiuti anche ad agricoltura e pesca
Da segnalare infine che il decreto contiene infine misure per altri due comparti colpiti dai rincari: 60 milioni di euro per un contributo a fondo perduto sul gasolio agricolo, equivalente secondo Meloni a uno sconto fino a 45 centesimi al litro per oltre 120 milioni di litri, e 10 milioni destinati alla pesca. Interventi approvati nello stesso Cdm che ha chiuso l’accordo sull’autotrasporto, mentre il confronto con le associazioni prosegue e la tenuta della tregua resta legata alle risposte attese dal settore.





