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Immigrazione, permessi di soggiorno in aumento del 47,2%. Oltre 4 milioni di stranieri regolari in Italia

Il rapporto dell’Istat sul 2025: boom dei ricongiungimenti familiari e degli ingressi per studio, sette domande d’asilo su dieci respinte
venerdì, 23 Ottobre 2026
2 minuti di lettura

Nel 2025 l’Italia ha rilasciato 426.956 nuovi permessi di soggiorno a cittadini non comunitari, il 47,2% in più rispetto ai 290.119 dell’anno precedente. È il secondo valore più alto dell’ultimo quindicennio, dopo il picco del 2022 legato all’arrivo dei profughi ucraini. L’incremento riguarda soprattutto famiglia e studio, mentre diminuiscono le domande di asilo. È quanto emerge dal rapporto Istat «Cittadini non comunitari in Italia – Anno 2025» diffuso ieri. Al 31 dicembre, le persone con un regolare titolo di soggiorno erano 4.030.016, il 5,8% in più rispetto al 2024. Con 168.733 permessi, pari al 39,5% dei nuovi rilasci, i motivi familiari rappresentano la principale causa di ingresso. La crescita del 61,2% segna il massimo degli ultimi quindici anni. Le donne costituiscono il 56,1% dei beneficiari, mentre il 47,9% dei documenti interessa minori, oltre il 23% dei quali nati in Italia.

Marocco e Albania guidano la graduatoria, rispettivamente con 23.467 e 21.131 ricongiungimenti, davanti a Egitto, Pakistan e India. Secondo l’Istat, il rialzo potrebbe dipendere anche dalle pratiche presentate prima dell’introduzione di requisiti normativi più restrittivi.

Studio

Gli ingressi per formazione superano quota 35mila, il livello più alto dal 2010. A favorire l’attrattività degli atenei italiani contribuiscono borse di studio, agevolazioni economiche e corsi in lingua inglese. La Cina occupa il primo posto con 4.588 permessi, seguita da Turchia (3.682), Iran (2.945), Tunisia (2.171) e India (1.888). Le studentesse rappresentano il 53,2% del totale. Lombardia e Lazio concentrano rispettivamente il 26,3% e il 15,1% dei nuovi documenti. L’Italia resta tuttavia distante da Francia, Spagna e Germania, ciascuna con oltre 100mila permessi per studio.

I titoli per attività lavorativa sfiorano 59mila unità, con un aumento del 45,9%, ma restano al di sotto dei 165mila ingressi programmati per il 2025 dal decreto flussi. La componente maschile raggiunge l’83,2%, con 49.114 lavoratori contro 9.884 lavoratrici. L’India guida la classifica dei Paesi di provenienza (13.783), davanti a Marocco (10.575), Tunisia (5.612), Egitto (5.140) e Bangladesh (3.928). Per indiani e marocchini prevale il lavoro stagionale; tra tunisini ed egiziani risulta invece più diffusa l’occupazione dipendente.

Asilo

Secondo i dati Eurostat riportati dall’Istat, nel 2025 le prime domande di asilo sono state 128.655, il 14,9% in meno rispetto alle 151.120 del 2024. Il Bangladesh figura al primo posto con 27.825 richieste, seguito da Perù (15.545), Egitto (11.265) e Pakistan (9.815). Le donne rappresentano il 21,2% dei richiedenti e provengono soprattutto dal Perù.

Le Commissioni territoriali hanno esaminato 104.560 prime istanze, quasi 26mila in più rispetto all’anno precedente. Il 70% ha ricevuto un esito negativo, con un’incidenza particolarmente elevata per Marocco (90,2%), Sri Lanka (89%) e Bangladesh (88,7%). Al contrario, le percentuali di accoglimento raggiungono il 99,8% per il Burkina Faso e il 98,7% per il Mali.

Presenze regolari

La popolazione non comunitaria con permesso di soggiorno ha un’età media di circa 37 anni. Le donne costituiscono il 46,7% e i minori il 16,6%. Il 46,6% possiede un titolo di lungo periodo, legato a una permanenza stabile di almeno cinque anni. I rifugiati riconosciuti sono 76.118, mentre 76.268 persone beneficiano della protezione sussidiaria. I permessi associati alle diverse forme di protezione rappresentano complessivamente l’11,1% dei documenti validi.

Sul piano territoriale il Nord-ovest ospita il 36% dei soggiornanti. La Lombardia concentra il 25,1% delle presenze nazionali, seguita da Lazio ed Emilia-Romagna, entrambe al 10,6%. Nel Mezzogiorno la quota si ferma al 17,1%.

Cittadinanza

Nel 2025 196.955 stranieri hanno acquisito la cittadinanza italiana, di cui poco più di 178mila non comunitari, con un calo del 10,9% per questi ultimi rispetto all’anno precedente. La residenza costituisce il principale canale di accesso (80.393 casi), seguita dalla trasmissione ai figli minorenni, quasi 53mila, e dal matrimonio (20.575). Gli albanesi guidano la graduatoria con 25.725 acquisizioni, davanti ai marocchini (23.386).

In forte diminuzione lo ius sanguinis: le concessioni per discendenza scendono da quasi 22mila a meno di 13mila (-41,6%), anche per effetto delle modifiche legislative.

Infine sempre secondo le stime Istat al 31 dicembre 2025 oltre 1 milione e 932mila residenti italiani erano originariamente cittadini non comunitari.

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