Un rapporto durissimo, pubblicato martedì dalla giudice d’appello Kathryn Thirlwall, ha messo a nudo una realtà che per anni era rimasta sepolta sotto silenzi, omissioni e procedure mai attivate.
L’inchiesta indipendente sulle morti neonatali al Countess of Chester Hospital, nel nord-ovest dell’Inghilterra, ha concluso che la struttura ha mostrato una “completa incapacità” di proteggere i bambini, mentre la gestione interna si rivelava “disfunzionale” e incapace di reagire ai segnali d’allarme.
Secondo Thirlwall, alcuni neonati avrebbero potuto essere salvati se il personale avesse agito tempestivamente quando i piccoli hanno iniziato a collassare. “Errori sono stati commessi da infermieri, medici e dirigenti”, ha scritto. “A tutti i livelli c’è stato un totale fallimento nell’attivare le procedure di salvaguardia.”
La revisione non ha riconsiderato le condanne di Lucy Letby, la neonatologa condannata nel 2023 per l’omicidio di sette bambini e il tentato omicidio di altri sette. Letby, che continua a dichiararsi innocente, sta scontando 15 ergastoli senza possibilità di rilascio, una pena rarissima nel Regno Unito.
L’indagine si è concentrata invece sul comportamento dell’ospedale: come ha risposto ai collassi dei neonati, come ha gestito i sospetti e come ha trattato i genitori. Ed è qui che il rapporto diventa più devastante.
Thirlwall ha descritto genitori tenuti all’oscuro per anni, non informati del fatto che esistevano dubbi concreti sul fatto che i loro figli potessero essere stati deliberatamente danneggiati. “La rabbia di alcune famiglie era palpabile”, ha scritto.
La giudice ha sottolineato che non era necessario avere la certezza della colpevolezza di Letby per intervenire: bastavano i segnali, le anomalie, la ripetizione dei collassi sempre negli stessi turni. “Quante vite si sarebbero potute salvare se l’ospedale avesse agito diversamente?”, si chiede. La risposta, secondo il rapporto, è chiara: alcuni attacchi sarebbero stati evitati. Le modalità con cui Letby avrebbe danneggiato i bambini — secondo i procuratori — erano difficili da rilevare: iniezioni d’aria, somministrazione di latte o aria tramite sondino, insulina, manipolazione dei tubi respiratori.





