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DONALD J. JOHN TRUMP PRESIDENTE USA

Trump difende la guerra all’Iran: “Può esserci solo la vittoria”. Sul terreno gli Houthi rivendicano nuove conquiste

L’Iran prepara intanto un incontro con i Paesi arabi del Golfo sulla sicurezza delle rotte commerciali. In Cisgiordania nuove violenze dei coloni israeliani contro i palestinesi
sabato, 12 Settembre 2026
2 minuti di lettura

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha utilizzato la cerimonia al Pentagono per il 25° anniversario degli attentati dell’11 settembre per ribadire il sostegno alla guerra in corso contro l’Iran. «Non dimenticheremo mai. Ecco perché combattiamo oggi. Non abbiamo scelta. Ci può essere solo la vittoria», ha dichiarato Trump, chiudendo il suo intervento. Nel corso del discorso, il presidente americano ha nuovamente definito l’Iran «lo sponsor numero uno del terrorismo» nel mondo, collegando la commemorazione degli attentati del 2001 alla necessità, secondo la sua amministrazione, di proseguire il confronto militare con Teheran. Trump ha inoltre ribadito che l’Iran «non avrà mai l’arma nucleare».

Teheran cerca un confronto sullo Stretto di Hormuz

Sul fronte diplomatico, l’Iran sta organizzando per lunedì in Oman un incontro tra i ministri degli Esteri dell’Iraq e di altri Paesi arabi che si affacciano sul Golfo. Al centro dei colloqui dovrebbe esserci la sicurezza delle rotte commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi strategici per il traffico marittimo internazionale. A riferirlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. L’iniziativa arriva mentre il controllo e la sicurezza dello Stretto rappresentano uno dei nodi più delicati del conflitto e delle sue possibili ripercussioni economiche internazionali.

Yemen, gli Houthi rivendicano conquiste

Intanto, sul fronte yemenita, gli Houthi hanno annunciato una nuova offensiva contro le formazioni sostenute dall’Arabia Saudita. Secondo quanto riferito dal portavoce militare del gruppo, Yahya Saree, le forze Houthi avrebbero espulso le milizie filo-saudite da sei distretti nelle province occidentali di Taiz e Hodeida, conquistando complessivamente circa 5.400 chilometri quadrati di territorio. L’operazione, secondo Saree, è iniziata il 3 settembre e avrebbe coinvolto sette divisioni militari composte da 38 brigate. Il portavoce ha parlato di «centinaia di morti, prigionieri e feriti», senza fornire tuttavia un bilancio preciso delle vittime. Gli Houthi sostengono inoltre di aver liberato alcuni prigionieri detenuti da anni dalle forze appoggiate da Riad lungo la costa occidentale dello Yemen. Saree ha affermato anche che il gruppo avrebbe intercettato in 32 occasioni aerei da combattimento sauditi e abbattuto nove velivoli. Negli ultimi giorni gli Houthi hanno rivendicato una serie di rapide conquiste lungo la costa occidentale del Paese. Tra queste figurano la presa della provincia di Hodeida e l’occupazione del distretto di Hays, dell’area costiera di Khokha, della città portuale di Mokha e delle isole di Zuqar, Grande Hanish e Piccola Hanish.

Hegseth: abbiamo messo in ginocchio l’Iran

Anche il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha dedicato parte del suo intervento alla cerimonia dell’11 settembre al conflitto con Teheran, difendendo con fermezza la strategia dell’amministrazione Trump. «Negli ultimi sei mesi, abbiamo messo in ginocchio il più prolifico Stato sostenitore del terrorismo al mondo», ha dichiarato Hegseth. Il segretario alla Difesa ha accusato il regime iraniano di aver «per quasi mezzo secolo» invocato la morte degli Stati Uniti e di aver sostenuto per decenni attacchi contro cittadini americani.

Cisgiordania, la violenza dei coloni israeliani

Sul fronte israelo-palestinese, questa mattina alcuni coloni israeliani avrebbero rubato pecore di proprietà palestinese nella località di Beita, a sud di Nablus, in Cisgiordania. Lo riferisce l’agenzia di stampa palestinese Wafa, citando fonti locali e diffondendo sui social un video dell’accaduto. Secondo la ricostruzione dell’agenzia, i coloni, protetti da soldati israeliani, sarebbero entrati nei quartieri di ad-Dhahara e al-Hara at-Tahta, attaccando diverse abitazioni e portando via alcune pecore. La violenza dei coloni contro i palestinesi e contro le loro proprietà rappresenta una delle principali fonti di tensione in Cisgiordania. Secondo Wafa, episodi di questo tipo si verificano con frequenza e vengono raramente perseguiti dalle autorità israeliane.

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