«L’Italia non ha mai lavorato così tanto. Ma è un record con un tetto: al 2050 la popolazione in età di lavoro scenderà da 37,2 a meno di 30 milioni. La crescita, d’ora in poi, verrà da persone più competenti, o non verrà». Lo afferma Vincenzo Caridi, Capo Dipartimento per le politiche del lavoro al Ministero del Lavoro, in un intervento pubblicato sul Sole 24 Ore, richiamando gli ultimi dati Istat, che registrano 24 milioni e 310mila occupati e un tasso di occupazione al 63,1%, con oltre un milione di occupati in più rispetto all’autunno 2022.
Secondo Caridi, la priorità dei prossimi anni sarà quindi investire sulle persone e sulla loro capacità di affrontare la trasformazione tecnologica. «Proteggere il lavoro non significa difendere il posto com’era, ma preparare la persona a ciò che sarà». Una strategia che passa attraverso un ecosistema capace di integrare orientamento, formazione e competenze, con strumenti come SIISL, EDO, GOL e Fondo Nuove Competenze.
«Il futuro non fa credito a nessuno. Si paga in anticipo, e la moneta sono le competenze. Il lavoro di qualità non si eredita e non si rivendica: si prepara», conclude Caridi.





