Mosca alza nuovamente il livello dello scontro con l’Europa e minaccia direttamente il Regno Unito. La Russia potrebbe colpire obiettivi militari britannici non soltanto in Ucraina ma anche altrove, ha avvertito la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, reagendo al sostegno di Londra e Parigi allo sviluppo di armi ucraine a lungo raggio. Gran Bretagna e Francia, ha accusato Mosca, stanno “giocando con il fuoco”.
Nel mirino russo c’è in particolare il trasferimento a Kiev di tecnologie sensibili per consentire all’Ucraina di produrre missili da crociera a lungo raggio sul modello degli Storm Shadow britannici, mentre Parigi ha concordato la fornitura di tecnologie per i sistemi di guida. Secondo Zakharova, se queste armi saranno utilizzate per attaccare il territorio russo Mosca si riserva di reagire contro strutture militari britanniche “in Ucraina e altrove”.
La portavoce ha esteso l’avvertimento a qualsiasi presenza militare occidentale sul territorio ucraino. “Qualsiasi contingente straniero in Ucraina che ostacoli lo svolgimento dell’operazione militare speciale” diventerebbe “un obiettivo militare legittimo per la Russia”, ha dichiarato, attribuendo ai governi occidentali la responsabilità di un’eventuale escalation. Mosca contesta anche le esercitazioni che la Coalizione dei volenterosi dovrebbe organizzare in autunno nei Paesi dell’Ue confinanti con l’Ucraina, considerate un ulteriore coinvolgimento della Nato nel conflitto.
L’avvertimento della Cia
Le minacce arrivano mentre emergono nuovi dettagli sulla visita a sorpresa a Mosca del direttore della Cia John Ratcliffe. Secondo il Wall Street Journal, la missione aveva fra i suoi obiettivi quello di avvertire la leadership russa di non attaccare alcun Paese della Nato. Una nuova valutazione dell’intelligence americana ritiene infatti possibile che Vladimir Putin tenti nei prossimi anni un’azione limitata contro un membro dell’Alleanza per saggiarne la capacità e la volontà di reazione. Ratcliffe non avrebbe incontrato direttamente Putin, ma il presidente russo sarebbe stato informato dei colloqui. Il capo dell’intelligence estera russa Sergei Naryshkin ha confermato l’incontro con il direttore della Cia, definendolo un colloquio di lavoro.
Il clima di allarme è particolarmente forte a Londra. Il governo britannico sta accelerando l’aggiornamento del proprio “war book”, il piano nazionale per la risposta militare e civile a minacce esterne, e prepara una campagna pubblica sulla resilienza in caso di crisi. Bloomberg, citando fonti vicine al Cremlino, riferisce inoltre che Putin considera i negoziati sull’Ucraina giunti a un punto morto e starebbe preparando un’intensificazione degli attacchi contro Kiev e le infrastrutture del Paese.
Nuovi raid nella notte
Sul terreno intanto proseguono i bombardamenti. Nella notte esplosioni sono state registrate a Kiev e Odessa, con missili balistici diretti verso la capitale e danni nei distretti di Podilskyi e Shevchenkivskyi. A Kryvyi Rih un attacco russo contro un impianto industriale ha provocato almeno due feriti.
Kiev continua a sua volta la campagna contro le infrastrutture energetiche russe: secondo fonti citate dai media ucraini, tutte e quattro le principali raffinerie della Lukoil sarebbero ora ferme o fortemente limitate dopo una serie di attacchi con droni. Mosca sostiene inoltre che un drone ucraino abbia colpito l’area di stoccaggio del combustibile nucleare esausto della centrale di Zaporizhzhia, senza al momento segnalare conseguenze.





