Il mondo dello spettacolo piange la scomparsa di Tim Curry, l’attore britannico che ha ridefinito il concetto di performance teatrale e cinematografica con una carriera lunga cinque decenni. Curry, morto a 80 anni nella sua casa di Toluca Lake, Los Angeles, lascia un’eredità artistica che attraversa generazioni e generi, dal musical al cinema horror, dalla commedia al doppiaggio.
Nato a Warrington nel 1946, Curry debuttò nel 1968 nella produzione londinese di ‘Hair’, ma fu nel 1973 che la sua vita cambiò: Richard O’Brien lo scelse per interpretare il provocatorio e irresistibile Dr. Frank-N-Furter nel musical ‘The Rocky Horror Show’. La versione cinematografica del 1975, inizialmente un flop, divenne poi il più longevo cult movie della storia, con Curry al centro di un fenomeno culturale che ha liberato, ispirato e rivoluzionato il pubblico.
La sua versatilità lo portò a incarnare figure diversissime: il terrificante Pennywise nella miniserie ‘It’ del 1990, il pirata Long John Silver in ‘Muppet Treasure Island’, il truffatore in ‘Annie’, il diplomatico in ‘Caccia a Ottobre Rosso’, il concierge snob in ‘ Mamma, ho riperso l’aereo ‘, fino ai ruoli comici in ‘Scary Movie 2’. Colleghi e amici lo ricordano come un artista “singolare”, capace di passare con naturalezza dalla commedia al dramma, dalla musica all’horror.
Dopo l’ictus del 2012, Curry continuò a lavorare come doppiatore e a partecipare a convention, mantenendo intatta la sua ironia e il suo spirito generoso. Il suo manager, Marcia Hurwitz, ha confermato che l’attore è morto “serenamente”. Curry lascia un patrimonio artistico che continua a vivere: un mosaico di personaggi audaci, eccentrici, teneri, inquietanti, sempre memorabili. Un attore che ha insegnato al mondo a non sognarlo soltanto, ma a esserlo.





